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Ricerca della Verità - Diritto alla Morte Significato

Giovedì, 27 Ottobre 2016 00:34 Scritto da
Il Diritto alla Ricerca della Verità e Il Diritto alla Morte. Simbolismo: in alto (la ricerca della Verità) il sole radiante colori (simbolo di completa fioritura, di eternità) e sul fondo le varie dottrine, religioni a rappresentare che la Ricerca della Verità per l'individuo dovrebbe essere più importante delle dottrine, religioni, teologie, filosofie.  In basso (il diritto ad una serena fine) l'angelo che sostiene un corpo a rappresentare per coloro che hanno una certa età ed essendo malati terminali con grandi sofferenze fisiche, il diritto inalienabile ad essere assistiti da personale specializzato, psicologi, medici (simbolismo dell'angelo) a pensare a se stessi, serenamente, attraverso la terapia del non dolore a rilassarsi, aiutati verso l'estremo atto dell'abbandono del corpo. Il Diritto alla Ricerca della Verità e Il Diritto alla Morte. Simbolismo: in alto (la ricerca della Verità) il sole radiante colori (simbolo di completa fioritura, di eternità) e sul fondo le varie dottrine, religioni a rappresentare che la Ricerca della Verità per l'individuo dovrebbe essere più importante delle dottrine, religioni, teologie, filosofie. In basso (il diritto ad una serena fine) l'angelo che sostiene un corpo a rappresentare per coloro che hanno una certa età ed essendo malati terminali con grandi sofferenze fisiche, il diritto inalienabile ad essere assistiti da personale specializzato, psicologi, medici (simbolismo dell'angelo) a pensare a se stessi, serenamente, attraverso la terapia del non dolore a rilassarsi, aiutati verso l'estremo atto dell'abbandono del corpo. Foto, Opera di Marc Chagall.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Secondo Il Profetismo continua nella sua delucidazione. Abbiamo esaminato i primi due punti e sono: il diritto alla Vita, il secondo che mi sta più a cuore l'Amore, veniamo ora al terzo diritto fondamentale, che unito agli altri due rappresentano le tre cose più importanti dell'esistenza, come detto sopra: la Vita, l'Amore e la Morte... e che a tutti deve essere dato, dopo una certa età a malati terminali con grandi sofferenze fisiche, il diritto inalienabile di morire.

Il quarto che vi parlerò in questo contesto è la Ricerca della Verità.

Riaffermo il terzo diritto fondamentale. Quando una persona sente di aver vissuto sufficientemente a lungo ed ha gravi patologie terminali e non desidera più trascinarsi inutilmente nella sofferenze; quando sa che quel po' di domani sarà soltanto una vuota sofferenza per sé e per gli altri, allora ha il diritto di lasciare questo corpo: è un suo diritto fondamentale.

La vita appartiene all'individuo non ad una politica ospedaliera che vede una grande spesa inutile dove chi ci guadagna è solo la politica e le società farmaceutiche.

 

Nessuno, dico nessuno, dovrebbe impedire di morire a chi non vuole più continuare a vivere soffrendo in un letto con indicibili torture fatte dalle medicine per provare farmaci o altre diavolerie su un corpo sofferente.

Anzi, in ogni ospedale dovrebbe esistere una sezione particolare dove chi è al termine della vita in preda a sofferenze possa in anticipo rilassarsi e godere serenamente attraverso la terapia del non dolore a rilassarsi e pensare a se stesso, i medici nell'ultimo estremo atto questo dovrebbero insegnare e trasmettere con l'aiuto dei psicologi verso la "dolce morte".

Fino ad oggi la morte è stata quasi una cosa orribile.

L'uomo ne è stato vittima, ma l'errore è nostro.

Ogni ospedale dovrebbe istituire servizi speciali; dovrebbe avere strutture addirittura migliori per coloro che desiderano morire, senza rimpianti, senza risentimenti, ma solo con un profondo senso di gratitudine, con riconoscenza anche verso la vita.

 

 

Tra questi tre diritti fondamentali affiora il quarto: la Ricerca della Verità.

Nessuno, fin dall'infanzia, dovrebbe essere condizionato da una religione, da una filosofia, da una teologia, perché in questo modo viene distrutta la libertà di ricerca dell'individuo.

Ogni individuo dev'essere aiutato a sentirsi sufficientemente saldo in se stesso; ed essere forte a sufficienza per dubitare; ad essere scettico rispetto a tutto ciò che intorno a lui crede, perché non vi è altra via per scoprire la Verità.

Tutti coloro che si considerano cristiani, ebrei, hindù o musulmani, non sono altro che credenti.

Non sanno!

Credere è un veleno allo stato puro!

Conoscere è raggiungere la completa fioritura e consapevolezza.

Non si dovrebbe insegnare a nessuno cos'è la verità, perché la verità non può essere insegnata.

Si dovrebbe aiutare la persona a cercarla.

La ricerca è fatica; credere costa poco, ma la Verità non è mai a buon mercato.

La Verità è la cosa più preziosa del mondo, la si deve trovare da soli.

Oggi come oggi, il mondo intero vive imprigionato da dottrine.

Per questo se osservate le persone negli occhi non c'è luce, nei loro gesti non c'è grazia, e non c'è forza né autorità nelle loro parole.

Le convenzioni non hanno fondamenta, sono come castelli di sabbia.

Basta un leggero alito di vento e i vostri castelli crollano.

La Verità è eterna, e trovarla significa diventare parte dell'eternità

Letto: 2670 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Gennaio 2017 19:55

I fatti rappresentano la Verità letta con inconsapevolezza.

È Verità vista con cecità, con occhi chiusi, senza intelligenza, in maniera non meditativa.

In questo caso la verità si trasforma in fatti.

Vi faccio un esempio: incontri un Cristo, un Buddha.

Se lo guardi con inconsapevolezza, è un semplice fatto, un fatto storico.

Sono nati in un giorno ben preciso, e un giorno moriranno.

Essi sono il corpo che sei in grado di vedere.

Sono persone con una determinata personalità.

La storia ne può prendere atto; ma se li guardate, non in modo inconsapevole, ma con profonda consapevolezza, con attenzione, in silenzio, allora il fatto si dissolve, ed appare la Verità.

Ci è stato chiesto: "Visto che il Profetismo Moderno parla spesso di Dio vorrei sapere la vostra idea su Dio e che religione professate. Quale significato ha questa parola? Esistono altri Dei? Chi sono?"  - 

R. Nel momento in cui tu non sei, anche tu sei un Dio.

Vorrei però farti notare che il Profetismo Moderno ha sempre chiamato questa entità "La Grande Luce", ti spiegherò poi perché.

Ma veniamo a Dio.

Dio non è qualcosa di speciale; Dio è il nostro stesso essere.

Dio è la nostra stessa esistenza.

Quando vi dico che siete Dio, sto semplicemente dicendo che noi esistiamo, che tu esisti!

Nel nostro linguaggio l'Esistenza è Dio, sono sinonimi.

Noi affermiamo che anche gli alberi, gli animali sono Dio, come pure le stelle, e anche voi.

Certo, perfino tu che mi leggi, o che mi hai scritto sei Dio!

Forse non lo sapevate.

Voi potete non essere consapevoli della vostra essenza divina.

Noi ne siamo consapevoli!

Parliamo del decimo diritto: la Meritocrazia.

La democrazia ha fallito, prendiamone atto; abbiamo vissuto sotto molti tipi di governo: aristocratico, monarchico, città-stato democratiche e ora abbiamo visto il mondo intero fissarsi sull'idea di democrazia.

Ma la democrazia non ha mai risolto alcun problema, ne ha aggiunto nuovi.

Fu vedendo questi problemi che un uomo come Karl Marx immaginò una dittatura del proletariato.

Io non ne sono un sostenitore, ho un'altra idea, che oltrepassa di molto la democrazia.

Democrazia significa "governo che proviene dal popolo, del popolo, per il popolo." Parole!!

In India vivono novecento milioni di persone, e non solo in India, come possono novecento milioni di persone esercitare il potere?

Dovranno delegare a qualcuno. chi governa non è il popolo, ma le persone che il popolo pensa di scegliere?

Su che basi sceglie? Come scegliere?

E soprattutto, come fa il popolo a scegliere le persone giuste?

Siete forse stati preparati, educati a vivere una vita democratica?

No niente di tutto questo. Le masse ignoranti si possono facilmente manipolare con mezzi semplicissimi. 

Siamo giunti alle ultime dichiarazioni del profeta "Nessuno", da non considerare oro colato, ma osservare e discutere, in aggiunta alla più conosciuta Dichiarazione dei Diritti Umani.

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà della parola e di credo e dalla libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo.

- Punto Nove: un Governo Mondiale

Io sono favorevole a un solo governo per il mondo intero.

In questo caso, non sarebbero più possibili guerre e non sarebbe più necessario tenere milioni di persone nelle caserme.

Questa gente potrebbe essere produttiva, potrebbe rendersi utile, e se si fondesse con il resto dell'umanità, ogni povertà scomparirebbe.

Oggi il settanta per cento del prodotto nazionale di ogni paese viene devoluto all'esercito, mentre il resto del paese si riduce a vivere con il trenta percento.

Se gli eserciti scomparissero, questo settanta per cento ritornerebbe ad essere disponibile per tutti.

La povertà non è inevitabile, i mendicanti non sono inevitabili!

Questi mendicanti, queste Etiopie, sono una nostra creazione.

Da un lato creiamo eserciti imponenti e dall'altro facciamo morire di fame migliaia di persone.

Questi eserciti non servono a nulla.

Sono semplici organizzazioni di killer professionisti, di criminali professionisti, gente addestrata al crimine.

E noi insegniamo a tutti gli uomini come si fa ad uccidere.

E parliamo di umanità, parliamo di civiltà... quando, ancora oggi, il settanta per cento delle nostre risorse viene devoluto per uccidere altri esseri umani.

Un solo governo mondiale sarebbe un cambiamento radicale, una rivoluzione. L'intero pianeta Terra ne trarrebbe beneficio.

Il 10 dicembre 1948, l'assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò è proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Alla votazione erano presenti 48 paesi, tra cui gli Stati Uniti, promotori della Dichiarazione, e tutti votarono a favore.

I paesi assenti erano 8: il blocco orientale, l'Arabia Saudita, il Sud Africa e parte dei Paesi Russi.

Dopo questa solenne deliberazione l'Assemblea delle N. U. diede istruzione al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione, a tal uopo, di pubblicarne e distribuire il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali, ma anche in quante altre lingue gli fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione.

Ma veniamo ai nostri più moderni diritti, visto che da oltre settantanni il mondo è andato avanti, ma la Dichiarazione dei D. U. è rimasta tale e quale.

 

Il settimo diritto: una sola Terra, una sola Umanità

Prima di continuare la nostra Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, voglio chiarire come l'umanità ha bisogno di una grande rivolta di pensiero contro le ingiustizie ma soprattutto contro i cosiddetti "filantropi"; ossia coloro che dichiarano di amore l'umanità, di migliorare la sorte degli uomini, pensando di rendere un grande servizio al genere umano creando enti ed associazioni fasulle, per prendere soldi.

In molti luoghi del mondo, compreso l'Italia ad esempio, per lo stesso lavoro la donna e gli extracomunitari prendono un salario inferiore agli altri, mentre nella Dichiarazione D. si afferma che il salario deve essere identico, non importa che si tratti di un uomo o di una donna oppure di uno straniero, di un bianco o di un nero.

In realtà non è così!...

Ricapitolando la nostra Dichiarazione dei Diritti d'Uomo: Il primo è la Vita..., il secondo: l'Amore..., il terzo: la Morte..., il quarto: la Ricerca della Verità...