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Il Concetto di Dio - La Grande Luce

Sabato, 07 Gennaio 2017 20:59 Scritto da
Concetto di Dio, Chi è Dio? La Grande Luce!, gli alberi, gli animali sono Dio, come pure le stelle, e anche voi siete Dio; il Profetismo Moderno ha sempre chiamato questa entità "La Grande Luce". Nel momento che siamo venuti consapevoli della nostra essenza divina, siamo diventati consapevoli anche dell'essenza divina di tutti gli altri. Anche gli animali, gli uccelli, le rocce, l'intera esistenza si compone solo ed unicamente di Dio. Sapendo che Dio è dentro (e fuori nell'esistenza) di noi diciamo semplicemente di essere "scomparsi" (Noi non siamo, Dio è), e in quella scomparsa è piovuta la grazia, è sorta l'estasi: siete entrati così nella "Grande Luce" che è Verità. Concetto di Dio, Chi è Dio? La Grande Luce!, gli alberi, gli animali sono Dio, come pure le stelle, e anche voi siete Dio; il Profetismo Moderno ha sempre chiamato questa entità "La Grande Luce". Nel momento che siamo venuti consapevoli della nostra essenza divina, siamo diventati consapevoli anche dell'essenza divina di tutti gli altri. Anche gli animali, gli uccelli, le rocce, l'intera esistenza si compone solo ed unicamente di Dio. Sapendo che Dio è dentro (e fuori nell'esistenza) di noi diciamo semplicemente di essere "scomparsi" (Noi non siamo, Dio è), e in quella scomparsa è piovuta la grazia, è sorta l'estasi: siete entrati così nella "Grande Luce" che è Verità. Dipinto: Opera di M. Chagall

Ci è stato chiesto: "Visto che il Profetismo Moderno parla spesso di Dio vorrei sapere la vostra idea su Dio e che religione professate. Quale significato ha questa parola? Esistono altri Dei? Chi sono?"  - 

R. Nel momento in cui tu non sei, anche tu sei un Dio.

Vorrei però farti notare che il Profetismo Moderno ha sempre chiamato questa entità "La Grande Luce", ti spiegherò poi perché.

Ma veniamo a Dio.

Dio non è qualcosa di speciale; Dio è il nostro stesso essere.

Dio è la nostra stessa esistenza.

Quando vi dico che siete Dio, sto semplicemente dicendo che noi esistiamo, che tu esisti!

Nel nostro linguaggio l'Esistenza è Dio, sono sinonimi.

Noi affermiamo che anche gli alberi, gli animali sono Dio, come pure le stelle, e anche voi.

Certo, perfino tu che mi leggi, o che mi hai scritto sei Dio!

Forse non lo sapevate.

Voi potete non essere consapevoli della vostra essenza divina.

Noi ne siamo consapevoli!

E nel momento che ne siamo venuti consapevoli della nostra essenza divina, siamo diventati consapevoli anche dell'essenza divina di tutti gli altri.

Per cui mi è difficile dirvi quanti Dei esistono.

Un infinità... Tutti gli esseri sono Dei a diversi livelli di riconoscimento, di realizzazione, di consapevolezza.

 

Ma passiamo a capire il problema del nostro amico che ha scritto.

Chi è Occidentale non riesce a capire diverse cose, perché la loro idea di Dio è un'idea estremamente limitata, dettatale dal Cristianesimo e religioni affini.

Avete un'idea di Dio molto ristretta.

In Oriente, soprattutto in India hanno altre parole per definire Dio: nessuna altra lingua ha questa ricchezza di linguaggio.

È ovvio, visto che per secoli hanno lavorato nella dimensione interiore, è naturale che si siano seguite tutte le possibilità insite nell'esistenza di Dio.

È come per gli esquimesi: abbiamo sentito dire che hanno nove nomi diversi per definire la neve, perché conoscono tutte le diverse qualità di neve che esistono.

Nessun'altra lingua possiede nove nomi per definire la neve, nessuno la vede così spesso.

E vi sorprenderà sapere che Buddha non credette mai in nessun Dio, e Cristo nella preghiera del Padre Nostro, ha fatto intendere, che il Creatore è Padre di tutti, che dentro ognuno di noi c'è il seme Paterno Divino.

 

Sapendo che Dio è dentro (e fuori nell'esistenza) di noi, vi dico chiaramente che siete stati "benedetti" dall'esistenza.

La grazia è discesa su di noi.

E nel momento che accade la visione (la conoscenza) tu scompari, non esisti più.

Colui che è "benedetto" è qualcuno che non esiste più.

Noi non siamo, Dio è: questa è l'esperienza che vi rende benedetti.

Questo paradosso deve essere compreso.

L'uomo non incontra mai Dio.

L'uomo può solo dissolversi, scomparire; a quel punto Dio esiste.

Nella vostra esistenza discende la presenza di Dio.

L'intero lavoro della religione tende semplicemente ad aiutarvi a scomparire in quanto ego.

 

Nel momento in cui guardi dentro di te e non esiste un Io, non si trova ego, ma totale silenzio, assoluto vuoto, segno che la materia si è assestata... voi siete Dio.

 

Non sei Dio contro gli altri; non è che gli altri non sono Dio mentre tu lo sei.

Vuoi siete Dio perché in quel caso solo Dio è!

Per cui non diciamo che siamo Dio mentre gli altri non lo sono.

Dichiarandoci, dichiariamo che anche voi siete divini; e non solo voi: gli animali, gli uccelli, le rocce, l'intera esistenza si compone solo ed unicamente di Dio.

Non diciamo di essere più santi di voi, neppure che siamo più speciali di voi.

Diciamo semplicemente di essere "scomparsi", e in quella scomparsa è piovuta la grazia, è sorta l'estasi: siete entrati così nella "Grande Luce" che è Verità.

 

 

Letto: 10210 Volte Ultima modifica il Venerdì, 17 Agosto 2018 19:51

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Ci è stato chiesto: "Esiste il Dio delle religioni? Qual è lo scopo della vita?"

 - 

R. La vita non ha altro scopo che se stessa, perché la vita è un altro nome per indicare Dio.

Ogni altra cosa, nel mondo, può avere uno scopo, può essere un mezzo per raggiungere un fine.

Ma una cosa almeno deve essere lasciata come fine di ogni cosa, senza che per questo sia un mezzo per raggiungere alcunché.

Potete definirla: "Esistenza".

Potete definirla: "Dio".

Potete definirla: "Vita".

Sono nomi diversi per indicare una sola realtà.

Dio è il nome che i teologi hanno dato alla vita, e nasconde un pericolo: può essere confutato, può essere dibattuto.

Quasi metà del mondo non crede in alcuna divinità.

E non solo i comunisti, anche i buddisti, i giainisti e migliaia di liberi pensatori che si definiscono "atei".

Il nome di Dio non è difendibile con tanta facilità, in quanto è stato dato dall'uomo e non esiste prova alcuna, né alcuna evidenza, nessun argomento a favore: rimane, più o meno, una parola vuota.

Significa qualsiasi cosa desideri.

"Esistenza" è un termine migliore.

Tutti i maggiori pensatori sono "esistenzialisti": hanno accantonato definitivamente la parola "Dio".

Per loro, l'esistenza in quanto tale, è più che sufficiente.

La vita è lo scopo di ogni cosa.

Per questo, essa non può avere altro scopo se non se stessa: lo scopo della vita è intrinseco.

Esso ha in sé lo scopo di crescere, di espandersi, di celebrare, di danzare, di amare, di gioire... questi sono tutti aspetti della vita.

Ma fino a oggi, nessuna religione ha accettato la vita quale scopo di tutti i nostri sforzi, di tutte le nostre ricerche.

Al contrario, esse hanno negato la vita per sostenere un ipotetico Dio.

Ma la vita è così reale che migliaia di anni, di sforzi di tutte le religioni, non sono riusciti a scalfirla, sebbene tutte ne sono state ferme oppositrici: il loro Dio non era il centro più intimo della vita, bensì era disponibile solo rinunciando alla vita.

È stata una sventura che ha duramente colpito l'umanità; l'idea stessa di rinuncia della vita, significa rispettare la morte.

Tutte le religioni adorano la morte.

Il Profetismo vi insegna che non esiste altro scopo che non sia vivere con totalità, da rendere ogni istante una celebrazione.

L'idea stessa di "scopo" introduce nella mente il futuro, perché qualsiasi scopo, qualsiasi fine, qualsiasi meta, ha bisogno di un futuro.

Per molte persone o le vostre religioni, lo scopo della vita è rinunciarvi.

Torturare se stessi in nome di qualche Dio mitologico e ipotetico.

Gli animali non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita; gli alberi non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita; le stelle non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita.

Tranne l'uomo, l'intera esistenza si fida esclusivamente della vita; non esistono altre divinità, né altri templi.

Non esistono testi sacri.

La vita raccoglie in sé ogni cosa, è il dio ed è il tempio ed è il testo sacro.

E viverla totalmente, appassionatamente, è la sola religione. 

Per entrare in contatto con la Grande Luce si deve accedere all'apertura dei quattro livelli (quattro menti), vi ho parlato la volta precedente dei primi due livelli, ora vi parlerò di come aprire le altre due porte.

Per aprire la terza porta devi prima aver aperto le prime due.

 

La terza porta è al di sotto del subconscio: è l'inconscio.

La ragione apre la prima porta, l'amore apre la seconda porta - se sei in amore con La Luce: non convinto, ma in amore - senti una armonia, un'affinità, un affetto.

La terza porta è aperta alla resa, dall'abbandono, sei iniziato dalla Luce, questa porta rimane aperta.

Puoi essere contro la Grande Luce razionalmente.

Non importa. La Luce resta in contatto con voi.

Perché una volta aperta la terza porta rimane sempre aperta.

Ti sei arreso!

Ed è difficile chiudere la terza porta, molto, molto difficile.

È difficile aprirla, ed è difficile chiuderla.

Un giorno può accadere che decidi di chiuderla di riprenderti il tuo essere arreso.

Oppure, puoi andare ad arrenderti a qualcun altro.

Ma questo non accade mai, perché quando queste tre porte sono aperte, la Luce lavora per aprire la quarta porta.

Quindi è pressoché impossibile che vi riprendiate il vostro esservi arresi.

Prima che tu riesca a farlo, la Luce deve aver aperto la quarta porta che è al di là di voi.

Voi non potete aprirla, come non potete chiuderla.

È il superconscio

È necessario aprire tutte e tre le porte in vostro potere, cosicché la Luce possa forgiare la chiave per aprire la quarta porta, perché voi non la possedete.

Lo sforzo della Grande luce, per darvi il potere della Conoscenza, consiste nel prendersi il tempo sufficiente per entrare, attraverso le tre porte precedenti, fino alla quarta porta e forgiare la chiave ed aprirla, allora il Mondo non avrà più segreti!

Una volta aperta, tu non esisti più.

Adesso non potete fare nulla.

Potete anche chiudere le altre porte, ma la Luce possiede la chiave della quarta e resta sempre in contatto.

Anche se morite, non importa.

Se raggiungete la ragione più remota della terra o andate sulla luna, non fa nessuna differenza: la Luce ha la chiave della quarta porta.

E di fatto, un vero Maestro non conserva mai la chiave.

Apre semplicemente la quarta porta e butta in mare la chiave.

Per cui non esiste più la possibilità che la rubino o che accada qualcos'altro.

Non si può fare nulla!

Con molti di voi la Grande Luce ha forgiato la chiave della quarta porta e poi l'ha buttata via.

Per cui non dovete angustiarvi senza ragione: non c'è motivo.

Ora non potete fare nulla.

Una volta aperta la quarta porta, non ci sono più problemi.

I problemi esistevano prima.

Quella porta era rimasta chiusa per milioni di vite, ha accumulato ruggine a non finire.

Sembra più una parete che una porta.

È difficile trovare il buco della serratura, ognuno di voi ha una serratura diversa, per cui non esiste una chiave universale, perché ognuno ha la sua individualità, assomiglia alle impronte digitali; nessuno può avere le stesse impronte, né in passato né in futuro.

La tua chiave interiore per incontrare la Grande Luce, assomiglia alle vostre impronte digitali.

È totalmente individuale: nessuna chiave universale può essere d'aiuto.

Ecco perché è necessario un Maestro interiore che incontrerete in meditazione e in contemplazione della natura, perché è impossibile acquisire una chiave universale.

Ciascuno ha una porta differente, un canale differente, un tipo di serratura diverso, e un sistema di chiusura individuale.

Una volta aperta la porta, il Maestro è costantemente in contatto con voi.

Ovunque Egli sia, ovunque voi siate, la porta resta aperta.

E questa porta esiste al di là del tempo e dello spazio.

Ecco perché è detta la supermente: è il superconscio.

Ci è stato chiesto: "Avete un maestro che vi ispira? Siete sempre in contatto con il maestro? Come possiamo metterci in contatto con lui?"  - 

R. Non abbiamo nessun maestro come lo intendi tu, ma abbiamo parlato più volte solo della Grande Luce, ne siamo sempre in contatto, ma lo potete essere anche voi.

Certo, perché la Grande Luce è in contatto con tutti e quattro i nostri (e tuoi) livelli.

Il livello conscio non è l'unico!

Ma questo contatto è possibile solo quando ti sei arreso completamente e lo hai accettato come Maestro o Grande Luce; non prima.

Se sei un semplice studente, che impara dalla vita, la Grande Luce è in contatto con te solo quando tu sei in contatto con Lei; quando tu non lo sei anche la Grande Luce non lo è.

Questo fenomeno tu devi capirlo.

 

Tu possiedi quattro menti: la prima è la supermente che è solo una possibilità per il futuro, di cui porti solo i semi.

Nulla è sbocciato: esistono solo semi, è pura potenzialità.

 

Quindi esiste la mente cosciente che è la seconda delle quattro potenzialità: un minuscolo frammento con cui ragioni, pensi, decidi, discuti, dubiti, credi.

Questa mente cosciente è in contatto con la Grande Luce a cui non ti sei ancora arreso.

Quindi, ogni volta che questa mente è in contatto con la Grande Luce, anche il Maestro (se ti piace chiamarlo anche così) entra in contatto con te.

Se questa non è in contatto, anche la Grande Luce non lo è.

Sei uno studente, e ancora non hai accettato questa verità in quanto verità.

La consideri ancora un insegnante. 

L'insegnante e lo studente esistono nella mente cosciente.

Non si può fare nulla perché tu non sei aperto.

Le altre tre porte sono tutte chiuse.  Il superconscio è solo un seme: non ne puoi aprire la porta.

Vorrei fare un discorso sulla Violenza, valutarla nei suoi aspetti più disparati.

Va da sé che il discorso sulla violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda che la violenza sia messa in atto dalla classe oppressa oppure dalla classe opprimente.

Per restare nel problema alquanto semplificato, non è possibile mettere sullo stesso piano la violenza del "Colono" e quella del "Colonizzato": la violenza del Colono contro il Colonizzato e la violenza del Colonizzato contro il violento Colono; le "due" violenze sono realtà nettamente da distinguere.

Infatti una realtà è la violenza del Ricco e un'altra realtà è la "violenza" del Povero, quando reagisce contro la radice del potere, quando tenta di riscattarsi dalla sua stessa violenza che si muove anch'essa contro i più deboli, che lo induce a scaricare, spesso il suo fallimento di vita contro gli infimi, riproponendo in eterno la causa del suo stesso fallimento, la sua stessa oppressione.

Certo la violenza del Povero che si vuole sostituire al Ricco, opprimendo coloro che sono più poveri o poveri pari a lui, ha la stessa natura della violenza del Ricco, perché esprime sentimenti di invidia, di sopraffazione, di risentimento, di vendetta.

Questa violenza rafforza la violenza del Ricco e ne diventa anch'essa responsabile.

Questa violenza-vendetta non esprime l'esigenza di un superamento totale e totalizzante del proprio stato di sfruttato e di sfruttatore, in quanto che il "risentimento" non si muove sul piano "gli Ultimi siano i Primi, e i Primi siano gli Ultimi, affinché non vi siano né Primi, né Ultimi".

Però, logica insegna, che altro è la violenza del "Ricco" il quale avrebbe molti mezzi a sua disposizione per agire con bellezza, con magnanimità, con misericordia, con pietà, in armonia col creato tutto quanto, e altro è la violenza del Servo il quale vive in una dimensione di maggior necessità, privo dei mezzi lucenti di razionalità, per cui le sue scelte sono meno libere, meno responsabili, generalmente di quelle del Ricco o di quelle di colui che è né Ricco né Povero, ma liberato dagli opposti antagonismi.

I fatti rappresentano la Verità letta con inconsapevolezza.

È Verità vista con cecità, con occhi chiusi, senza intelligenza, in maniera non meditativa.

In questo caso la verità si trasforma in fatti.

Vi faccio un esempio: incontri un Cristo, un Buddha.

Se lo guardi con inconsapevolezza, è un semplice fatto, un fatto storico.

Sono nati in un giorno ben preciso, e un giorno moriranno.

Essi sono il corpo che sei in grado di vedere.

Sono persone con una determinata personalità.

La storia ne può prendere atto; ma se li guardate, non in modo inconsapevole, ma con profonda consapevolezza, con attenzione, in silenzio, allora il fatto si dissolve, ed appare la Verità.

Parliamo del decimo diritto: la Meritocrazia.

La democrazia ha fallito, prendiamone atto; abbiamo vissuto sotto molti tipi di governo: aristocratico, monarchico, città-stato democratiche e ora abbiamo visto il mondo intero fissarsi sull'idea di democrazia.

Ma la democrazia non ha mai risolto alcun problema, ne ha aggiunto nuovi.

Fu vedendo questi problemi che un uomo come Karl Marx immaginò una dittatura del proletariato.

Io non ne sono un sostenitore, ho un'altra idea, che oltrepassa di molto la democrazia.

Democrazia significa "governo che proviene dal popolo, del popolo, per il popolo." Parole!!

In India vivono novecento milioni di persone, e non solo in India, come possono novecento milioni di persone esercitare il potere?

Dovranno delegare a qualcuno. chi governa non è il popolo, ma le persone che il popolo pensa di scegliere?

Su che basi sceglie? Come scegliere?

E soprattutto, come fa il popolo a scegliere le persone giuste?

Siete forse stati preparati, educati a vivere una vita democratica?

No niente di tutto questo. Le masse ignoranti si possono facilmente manipolare con mezzi semplicissimi. 

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