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Il Dio delle Religioni Esiste? Significato

Sabato, 21 Ottobre 2017 19:39 Scritto da

Ci è stato chiesto: "Esiste il Dio delle religioni? Qual è lo scopo della vita?"

 - 

R. La vita non ha altro scopo che se stessa, perché la vita è un altro nome per indicare Dio.

Ogni altra cosa, nel mondo, può avere uno scopo, può essere un mezzo per raggiungere un fine.

Ma una cosa almeno deve essere lasciata come fine di ogni cosa, senza che per questo sia un mezzo per raggiungere alcunché.

Potete definirla: "Esistenza".

Potete definirla: "Dio".

Potete definirla: "Vita".

Sono nomi diversi per indicare una sola realtà.

Dio è il nome che i teologi hanno dato alla vita, e nasconde un pericolo: può essere confutato, può essere dibattuto.

Quasi metà del mondo non crede in alcuna divinità.

E non solo i comunisti, anche i buddisti, i giainisti e migliaia di liberi pensatori che si definiscono "atei".

Il nome di Dio non è difendibile con tanta facilità, in quanto è stato dato dall'uomo e non esiste prova alcuna, né alcuna evidenza, nessun argomento a favore: rimane, più o meno, una parola vuota.

Significa qualsiasi cosa desideri.

"Esistenza" è un termine migliore.

Tutti i maggiori pensatori sono "esistenzialisti": hanno accantonato definitivamente la parola "Dio".

Per loro, l'esistenza in quanto tale, è più che sufficiente.

La vita è lo scopo di ogni cosa.

Per questo, essa non può avere altro scopo se non se stessa: lo scopo della vita è intrinseco.

Esso ha in sé lo scopo di crescere, di espandersi, di celebrare, di danzare, di amare, di gioire... questi sono tutti aspetti della vita.

Ma fino a oggi, nessuna religione ha accettato la vita quale scopo di tutti i nostri sforzi, di tutte le nostre ricerche.

Al contrario, esse hanno negato la vita per sostenere un ipotetico Dio.

Ma la vita è così reale che migliaia di anni, di sforzi di tutte le religioni, non sono riusciti a scalfirla, sebbene tutte ne sono state ferme oppositrici: il loro Dio non era il centro più intimo della vita, bensì era disponibile solo rinunciando alla vita.

È stata una sventura che ha duramente colpito l'umanità; l'idea stessa di rinuncia della vita, significa rispettare la morte.

Tutte le religioni adorano la morte.

Il Profetismo vi insegna che non esiste altro scopo che non sia vivere con totalità, da rendere ogni istante una celebrazione.

L'idea stessa di "scopo" introduce nella mente il futuro, perché qualsiasi scopo, qualsiasi fine, qualsiasi meta, ha bisogno di un futuro.

Per molte persone o le vostre religioni, lo scopo della vita è rinunciarvi.

Torturare se stessi in nome di qualche Dio mitologico e ipotetico.

Gli animali non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita; gli alberi non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita; le stelle non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita.

Tranne l'uomo, l'intera esistenza si fida esclusivamente della vita; non esistono altre divinità, né altri templi.

Non esistono testi sacri.

La vita raccoglie in sé ogni cosa, è il dio ed è il tempio ed è il testo sacro.

E viverla totalmente, appassionatamente, è la sola religione. 

 

Letto: 1457 Volte Ultima modifica il Mercoledì, 10 Ottobre 2018 19:50

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La via della consapevolezza e della coscienza è il coraggio, quello di vivere, di conoscere e di cambiare.

La vita richiede un grande coraggio.

I codardi esistono, ma non vivono (sono privi di consapevolezza o carenti di coscienza), e una vita vissuta nella paura (di vivere) è peggiore della morte.

Persone simili vivono in una sorta di paranoia, hanno paura di tutto; e non solo di cose reali, essi temono anche cose irreali: temono l'inferno, hanno paura dei fantasmi, delle malattie, di Dio.

Hanno paura di migliaia di cose immaginarie, create da loro stessi o da persone a loro volta in paranoia.

E la paura diventa tale e tanta da rendere impossibile la vita, e prendere delle decissioni coraggiose, dunque consapevoli e in coscienza.

Solo chi ha coraggio può vivere e iniziare la via alla consapevolezza.

E il primo passo è imparare ad essere coraggiosi, a vivere malgrado tutte le paure.

Come mai è necessario il coraggio per vivere in coscienza?

Perché la vita è insicura.

Se ti abitui troppo alle sicurezze, alle certezze, resti confinato in un angolo minimo, ti costruisci una prigione con le tue stesse mani.

Sarà sicura, ma non sarà vita e la vita è fatta continuamente di scelte.

Sarà sicura, ma non ti darà avventura, né estasi alcuna.

La vita è un'esplosione, un entrare nell'ignoto e raggiungere le stelle!

Sii coraggioso, e sacrifica tutto ai piedi della vita: nulla ha più valore.

Non sacrificare la vita per cose da poco: denaro, sicurezza, certezza.

Non hanno valore!

Si deve vivere il più totale possibile: solo così può nascere la gioia; solo così diventa possibile vivere una beatitudine straripante, compiendo scelte coraggiose ossia consapevoli.

Certo ci sono luoghi che ti puoi riposare, ma si tratta solo di soste per la notte, al mattino si riparte, poiché devi esplorare l'ignoto.

 

Dovete apprendere una delle lezioni fondamentali della vita: non esistono dimore alcune; la vita è un pellegrinaggio senza inizio e senza fine.

La vita è un movimento costante, non arriva mai a un fine; ecco la vita è eterna.

La morte ha un inizio e una fine. Ma tu non sei morte, sei vita!

La morte è concepita in modo errato.

La gente crea la morte, perché aspira a delle certezze, a delle sicurezze.

È il desiderio di certezza che dà vita alla morte, e che ti fa avere paura della vita, e che ti fa esitare a entrare nell'ignoto.

L'unico nutrimento della vita è il rischio: più rischi, più sei vivo.

E una volta che hai capito, non per disperazione o per impotenza, ma sulla base di una coscienza meditativa; una volta che lo hai compreso, rimarrai eccitato dalla paura e semplice bellezza delle possibilità che esso dispiega davanti a te.

L'uomo riesce ad accettare il suo essere senza dimora solo nella disperazione; ma in questo caso, non comprende il senso di questa realtà.

Ed è proprio qui che l'esistenzialismo manca il punto.

Questi filosofi ci sono andati molto vicino: la verità era proprio dietro l'angolo.

Erano vicini quanto lo sono stati gli illuminati, ma l'hanno mancata.

E, anziché diventare estatici, essi divennero tristi per il fatto che questa vita non ha significato alcuno, non ha una meta, è priva di sicurezza.

Ne rimasero profondamente sconvolti; la cosa fu estremamente sconvolgente.

Anche gli illuminati arrivarono alle stesse conclusioni, ma, invece di precipitare nella tristezza, balzarono nell'ignoto.

Superarono ogni barriera, ogni limite.

Accettarono la vita così com'è.

Per entrare in contatto con la Grande Luce si deve accedere all'apertura dei quattro livelli (quattro menti), vi ho parlato la volta precedente dei primi due livelli, ora vi parlerò di come aprire le altre due porte.

Per aprire la terza porta devi prima aver aperto le prime due.

 

La terza porta è al di sotto del subconscio: è l'inconscio.

La ragione apre la prima porta, l'amore apre la seconda porta - se sei in amore con La Luce: non convinto, ma in amore - senti una armonia, un'affinità, un affetto.

La terza porta è aperta alla resa, dall'abbandono, sei iniziato dalla Luce, questa porta rimane aperta.

Puoi essere contro la Grande Luce razionalmente.

Non importa. La Luce resta in contatto con voi.

Perché una volta aperta la terza porta rimane sempre aperta.

Ti sei arreso!

Ed è difficile chiudere la terza porta, molto, molto difficile.

È difficile aprirla, ed è difficile chiuderla.

Un giorno può accadere che decidi di chiuderla di riprenderti il tuo essere arreso.

Oppure, puoi andare ad arrenderti a qualcun altro.

Ma questo non accade mai, perché quando queste tre porte sono aperte, la Luce lavora per aprire la quarta porta.

Quindi è pressoché impossibile che vi riprendiate il vostro esservi arresi.

Prima che tu riesca a farlo, la Luce deve aver aperto la quarta porta che è al di là di voi.

Voi non potete aprirla, come non potete chiuderla.

È il superconscio

È necessario aprire tutte e tre le porte in vostro potere, cosicché la Luce possa forgiare la chiave per aprire la quarta porta, perché voi non la possedete.

Lo sforzo della Grande luce, per darvi il potere della Conoscenza, consiste nel prendersi il tempo sufficiente per entrare, attraverso le tre porte precedenti, fino alla quarta porta e forgiare la chiave ed aprirla, allora il Mondo non avrà più segreti!

Una volta aperta, tu non esisti più.

Adesso non potete fare nulla.

Potete anche chiudere le altre porte, ma la Luce possiede la chiave della quarta e resta sempre in contatto.

Anche se morite, non importa.

Se raggiungete la ragione più remota della terra o andate sulla luna, non fa nessuna differenza: la Luce ha la chiave della quarta porta.

E di fatto, un vero Maestro non conserva mai la chiave.

Apre semplicemente la quarta porta e butta in mare la chiave.

Per cui non esiste più la possibilità che la rubino o che accada qualcos'altro.

Non si può fare nulla!

Con molti di voi la Grande Luce ha forgiato la chiave della quarta porta e poi l'ha buttata via.

Per cui non dovete angustiarvi senza ragione: non c'è motivo.

Ora non potete fare nulla.

Una volta aperta la quarta porta, non ci sono più problemi.

I problemi esistevano prima.

Quella porta era rimasta chiusa per milioni di vite, ha accumulato ruggine a non finire.

Sembra più una parete che una porta.

È difficile trovare il buco della serratura, ognuno di voi ha una serratura diversa, per cui non esiste una chiave universale, perché ognuno ha la sua individualità, assomiglia alle impronte digitali; nessuno può avere le stesse impronte, né in passato né in futuro.

La tua chiave interiore per incontrare la Grande Luce, assomiglia alle vostre impronte digitali.

È totalmente individuale: nessuna chiave universale può essere d'aiuto.

Ecco perché è necessario un Maestro interiore che incontrerete in meditazione e in contemplazione della natura, perché è impossibile acquisire una chiave universale.

Ciascuno ha una porta differente, un canale differente, un tipo di serratura diverso, e un sistema di chiusura individuale.

Una volta aperta la porta, il Maestro è costantemente in contatto con voi.

Ovunque Egli sia, ovunque voi siate, la porta resta aperta.

E questa porta esiste al di là del tempo e dello spazio.

Ecco perché è detta la supermente: è il superconscio.

Ci è stato chiesto: "Avete un maestro che vi ispira? Siete sempre in contatto con il maestro? Come possiamo metterci in contatto con lui?"  - 

R. Non abbiamo nessun maestro come lo intendi tu, ma abbiamo parlato più volte solo della Grande Luce, ne siamo sempre in contatto, ma lo potete essere anche voi.

Certo, perché la Grande Luce è in contatto con tutti e quattro i nostri (e tuoi) livelli.

Il livello conscio non è l'unico!

Ma questo contatto è possibile solo quando ti sei arreso completamente e lo hai accettato come Maestro o Grande Luce; non prima.

Se sei un semplice studente, che impara dalla vita, la Grande Luce è in contatto con te solo quando tu sei in contatto con Lei; quando tu non lo sei anche la Grande Luce non lo è.

Questo fenomeno tu devi capirlo.

 

Tu possiedi quattro menti: la prima è la supermente che è solo una possibilità per il futuro, di cui porti solo i semi.

Nulla è sbocciato: esistono solo semi, è pura potenzialità.

 

Quindi esiste la mente cosciente che è la seconda delle quattro potenzialità: un minuscolo frammento con cui ragioni, pensi, decidi, discuti, dubiti, credi.

Questa mente cosciente è in contatto con la Grande Luce a cui non ti sei ancora arreso.

Quindi, ogni volta che questa mente è in contatto con la Grande Luce, anche il Maestro (se ti piace chiamarlo anche così) entra in contatto con te.

Se questa non è in contatto, anche la Grande Luce non lo è.

Sei uno studente, e ancora non hai accettato questa verità in quanto verità.

La consideri ancora un insegnante. 

L'insegnante e lo studente esistono nella mente cosciente.

Non si può fare nulla perché tu non sei aperto.

Le altre tre porte sono tutte chiuse.  Il superconscio è solo un seme: non ne puoi aprire la porta.

Ci è stato chiesto: "Visto che il Profetismo Moderno parla spesso di Dio vorrei sapere la vostra idea su Dio e che religione professate. Quale significato ha questa parola? Esistono altri Dei? Chi sono?"  - 

R. Nel momento in cui tu non sei, anche tu sei un Dio.

Vorrei però farti notare che il Profetismo Moderno ha sempre chiamato questa entità "La Grande Luce", ti spiegherò poi perché.

Ma veniamo a Dio.

Dio non è qualcosa di speciale; Dio è il nostro stesso essere.

Dio è la nostra stessa esistenza.

Quando vi dico che siete Dio, sto semplicemente dicendo che noi esistiamo, che tu esisti!

Nel nostro linguaggio l'Esistenza è Dio, sono sinonimi.

Noi affermiamo che anche gli alberi, gli animali sono Dio, come pure le stelle, e anche voi.

Certo, perfino tu che mi leggi, o che mi hai scritto sei Dio!

Forse non lo sapevate.

Voi potete non essere consapevoli della vostra essenza divina.

Noi ne siamo consapevoli!