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L'Era Tecnologica

Sabato, 20 Agosto 2016 15:57 Scritto da

Siamo nell'era tecnologica, ma come tutte le situazioni ci sono tre lati. A detrimento della personalità di ognuno di noi, la nostra società tecnologica crea l'ingegnosa mostruosità del gruppo, questo il suo lato negativo da tenere sotto controllo, crea della gerarchia sociale "servo - padrone"; mentre al modo di vivere della società socialiste - animiste - nomade poco interessa la produzione accumulatrice del gruppo, piuttosto interessa la creatività magico - artistica - sognatrice - creativa di tutti gli appartenenti al gruppo.
Il modo da vivere animista - nomade impara dagli uccelli del cielo e dai gigli dei campi, usa la tecnologia per lavorare.

Si afferma che non vi può essere benessere per tutti, ma vi dico: di quale benessere si parla? O forse si dice così per affermare velatamente (ma neanche troppo) che è necessario nella vita che vi siano dei sacrificati, dei mangiati, dei vampirizzati?

Se così fosse lungi da noi un simile benessere che gronda sangue: meglio rinunciare, forse anche morire, che vivere avvantaggiati da un simile benessere, che porta gli uomini legati giorno e notte ad un computer che ti proibiscono di pensare, di creare - un mezzo da usare sì, ma con cautela.

Al giorno d'oggi tutto il mondo si sente obbligato a correre, a dibattersi, perché bisogna produrre sempre di più per vendere sempre di più...

Pare sia necessario per l'economia, di quale economia se non dei popoli ricchi a discapito dello sfruttamento dei poveri!

Quindi, nell'interesse dell'economia dei popoli che ingrassano, si considera e ti fanno credere normale logorare gli uomini, ed è così che l'economia sarà magnificata e fiorente, mentre gli uomini saranno estenuati, spossati ed esauriti. 

I loro sistema nervoso si consuma, tutto il corpo si consuma, poiché tutta quell'attività, tutta quella produzione, quei consumi sempre crescenti causano un inquinamento, che avvelena tutti compresa la natura, l'atmosfera, i mari, le foreste, l'acqua, la terra, il cibo, ecc.

Ebbene, io profeta-nomade sostengo che tutto questo non è intelligente né ragionevole. Riflettete, una sedicente "economia" che guasta, distrugge, sporca e spreca è forse questa la vera economia?

E' urgente trovare il sistema per ristabilire l'equilibrio e l'uguaglianza tra i popoli e ricaricare gli uomini con energia pura.

La prima cosa da fare è ricaricarsi e, per fare questo si deve imparare anzi rimparare a fermarsi.

 

Sì, ogni tanto durante la giornata fate una pausa, smettete di correre, di muovervi, chiudete internet, e osservate voi stessi e il mondo che vi circonda, fate dei commenti, degli apprezzamenti, aprite veramente gli occhi!

Altrimenti è come se lasciaste aperti i rubinetti dell'acqua, del gas e gli interruttori dell'elettricità; e cosa accade, ben presto non resterà più nulla, tutta l'energia se ne sarà andata, così come se ne sarà andata la vostra energia psichica e la vostra creatività.

 

Più avanti vi parlerò dei pensieri e i sentimenti collettivi per ritrovare la "Terra Promessa" che non è un mondo creativo diverso, poiché la Terra è perfetta così; la "Terra Promessa" da Gesù e da tutti i profeti sono le nostre menti, i nostri pensieri di fratellanza e uguaglianza per tutti gli uomini della terra, allora non ci saranno più disuguaglianza sociale - ingiustizia e povertà.

La "Terra Promessa" nasce solo se l'uomo cambia pensiero e fraternizza con il suo simile.

 

 

Si levi il Magico canto sulla speranza - impazzita - spezzata.

E la Terra Risorgerà in noi con un Corpo Nuovo Glorioso

E i cieli sognanti aprano il loro splendore...

 David profeta.

 

 

Letto: 3191 Volte Ultima modifica il Lunedì, 03 Ottobre 2016 13:39

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Non occorre essere dei specialisti per accorgersi della domanda straordinaria diretta oggi alla psicologia, alla sua descrizione, alla sua applicazione in questo terzo millennio, così oscuro e problematico nell'evoluzione delle tecnologie moderne (internet, telefonini, ecc...)

Tra le aspirazioni espresse, più o meno, chiaramente dai nostri contemporanei: comprendere e farsi capire, sono rivendicazioni di base; comprendere, perché è il primo passo verso la libertà assoluta; farsi capire è la condizione necessaria per essere: riconosciuti, accettati, integrati.

Ci si può interrogare sull'origine di questi bisogni e di questa inquietudine contemporanea: perché mai i problemi che nel passato erano di competenza di un gruppo ristretto di pensatori, appartenenti a quella che oggi chiameremmo "classe intellettuale", sono diventati i problemi di tutti; dell'uomo qualunque nella banalità del suo quotidiano?

Una prima risposta è d'origine quantitativa: gli uomini sono più numerosi, quindi i problemi reciproci sono diventati più frequenti; sono raggruppati anche in città immense, che non hanno confronto con quelle del passato.

Dalla iperdensità demografica, i confronti e gli scontri risultano più frequenti.

Nel mondo vuoto di qualche millennio fa l'uomo era indiscutibilmente un lupo per l'uomo.

Nello spazio affollato del mondo contemporaneo, l'uomo per l'uomo rappresenta più spesso un problema!

D'altro canto, questi uomini così numerosi e raggruppati sono, almeno nelle società industrializzate, più istruiti e, soprattutto, più informati.

Bisogna riconoscere che la civiltà della carta, dei libri e dei giornali, aveva modificato il vecchio ordinamento del mondo, ma con una azione portante soprattutto sulle élite, cioè su quei individui che accettavano di fornire lo sforzo necessario per acquisire, mantenere e contenere un sapere sufficiente.

Oggi la galassia nata dall'ingegnosità dei computer è minacciata dalla collisione con questi nuovi universi, un mondo di supernove, di stelle brillanti che sono i mezzi di comunicazione di massa, i mezzi audiovisivi.

I segnali sonori o visivi che questi trasmettono vengono ricevuti senza difficoltà; e assimilati in modi diversi, la loro ripetizione assicura una influenza durevole.

La facilità della diffusione consente una incredibile propagazione in pubblici così vasti che, in determinati casi (risultati elettorali, grandi "novità" scientifiche, morte di una personalità, ecc...), si può dire che la totalità di un sistema umano, una nazione o un gruppo di nazioni, o di fanatici, è coinvolto nel processo informativo.

Questo uomo nuovo, si apre al mondo, ma ogni apertura comporta (come ben vediamo!), un rischio, quello di perdere le proprie difese e i propri trinceramenti abituali.

Ed è proprio quello che sta succedendo.

L'uomo del ventunesimo secolo esperimenta un cambiamento, uno sconvolgimento del proprio modo di vivere, delle proprie abitudini, delle proprie convinzioni e dei propri modelli, cioè gli schemi che regolano gli atteggiamenti verso i problemi fondamentali.

Ci sono, dunque, delle lacune singolari nell'esistenza contemporanea e, tutto d'un tratto, queste lacune e queste insufficienze diventano il focolare di crisi, individuali o collettive, di cui si stupiscono coloro che vedono le cose soltanto in superficie.

   

Se la società vuol vivere meglio deve partorire l'Uomo Nuovo, ma ci vuole un sostanziale mutamento del carattere umano, vale a dire dal passaggio di preponderanza, ossia maggior forza o importanza dalla modalità dell'avere, nella forma più egoistica del termine, alla modalità dell'essere, per salvarci dalla catastrofe psicologica ed economica, per il bene comune, bisogna chiedersi:

è davvero possibile una trasformazione caratteriale su vasta scala? 

E nel caso sia possibile ci domandiamo, come fare a produrla?

Ecco qui che ci viene anche in aiuto il Profetismo in larga scala sulla rete, perché più persone prendano atto sul da farsi.

A mio giudizio, il carattere umano, se si vuole far evolvere la componente sociale di massa, può mutare a patto che sussistono le seguenti condizioni.

Nella vita degli uomini, come in quella dei libri, in particolare di quei trattati che parlano della vita come questo, per pura ipotesi, magari ispirati, l’ultimo atto è quello che vale e l’ultima frase è quella che conta. Se qualche articoli ha saputo, seppure in modo marginale, parlare o ispirare qualche lettore, in queste righe vorrei aggiungere: “Nello scrivere questo, ho ascoltato il mio cuore, che forse a sua volta ha sentito il richiamo del nostro tempo inquieto! E dopo esserci imposti nello scrivere un continuo controllo per poter dare risalto alla sostanza e al contenuto, vorrei in queste righe lasciare parlare il cuore sull'importanza della "parola" e del "tempo" per il profetismo moderno.

Bisogna tenere conto che la spinta al potere ha due forme, già identificate in passato, e richiede due capi: chi comanda e chi segue (Cristo e gli apostoli, tutti i profeti e i seguaci).

Bisogna comprendere che gli uomini seguono gli ideali che il capo trasmette e, se li ritengono propri, lo seguono volontariamente, i suoi trionfi sono anche loro.

Sappiamo che nella realtà della terra, non esiste, perché non può esistere la giustizia che prevale, ed il giusto viene il più delle volte ucciso, perseguitato, ingannato, (nella Terra Promessa avviene tutto il contrario), il giusto, colui che si comporta con liberalità e conoscenza, viene crocifisso. “... non passa a cavallo sulle alture piene di bellezza e di amore..” (Isaia profeta)

Quanti giusti dovranno ancora passare sulla croce, prima di risorgere nella gloria e nella luce del ritorno della Terra Promessa.

Ma sappiamo che la visione citata da Isaia risponde ad un bisogno di giustizia, risponde ad un bisogno di verità.

Nel Cantico della Terra Promessa sappiamo che il comportamento del giusto, riceverà la sua ricompensa in misura incommensurabile. Ma noi, siamo chiamati tutti a ricreare questa antichissima terra ormai quasi estinta, e siamo chiamati ad essere per ricrearla, nel contempo il “Giusto e l’Eterno.”

2 commenti

  • Mercoledì, 31 Agosto 2016 16:43
    pubblicato da Dario C.
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    Dario C.

    Pare sia necessario per l'economia dei popoli che ingrassano, si considera e ti fanno credere normale logorare gli uomini, ed è così che l'economia sarà magnificata e fiorente, mentre gli uomini saranno estenuati, spossati ed esauriti.

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  • Venerdì, 26 Agosto 2016 01:19
    pubblicato da Andrea B.
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    Andrea B.

    Animismo: vi chiedo il vostro punto di vista in quanto su Wikipedia ho trovato pareri contrastanti e quindi per niente convincenti. Termine usato in antropologia per classificare le religioni o le pratiche di culto; forma primordiale di religiosità; in psicoanalisi: una fase primitiva dello sviluppo sociale; una psicologia tutta incentrata sugli aspetti soggettivi della psiche e altro...
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    Abbiamo aggiunto un articolo sull' Animismo
    visiti la pagina:
    https://prophets-word.com/it/articoli/conoscenza-profetica/4-conoscenza-profetica/animismo.html
    Prophets Word

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