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Come Risolvere i Problemi della Vita - L'Occupazione

Venerdì, 13 Gennaio 2017 06:00 Scritto da
Il modo migliore per risolvere il problema dell'Occupazione da cui siamo dominati, viene dalla soluzione degli altri due problemi della vita:  Sociale - Sessuale, Questi problemi vincolano gli esseri umani, essi costituiscono tutti aspetti della medesima situazione e del medesimo problema.  Ogni tentativo per risolvere il problema dell'occupazione, deve svolgersi entro lo schema della divisione del lavoro tra gli uomini e dello sforzo di cooperazione per contribuire con il nostro lavoro al miglioramento degli altri. Il modo migliore per risolvere il problema dell'Occupazione da cui siamo dominati, viene dalla soluzione degli altri due problemi della vita: Sociale - Sessuale, Questi problemi vincolano gli esseri umani, essi costituiscono tutti aspetti della medesima situazione e del medesimo problema. Ogni tentativo per risolvere il problema dell'occupazione, deve svolgersi entro lo schema della divisione del lavoro tra gli uomini e dello sforzo di cooperazione per contribuire con il nostro lavoro al miglioramento degli altri.

I tre legami che vincolano gli esseri umani riguardano i tre problemi della vita: ma nessuno di questi problemi può essere risolto separatamente; ciascuno di essi richiede una soluzione valida dagli altri due.

Il primo riguarda il problema dell'occupazione.

Noi viviamo sulla superficie di questo pianeta, con le sole risorse di questo pianeta, con la fertilità del suo suolo, con le sue ricchezze minerarie, il suo clima e la sua atmosfera.

È stato sempre compito dell'umanità trovare la risposta giusta al problema che queste condizioni ci pongono; e ancor oggi noi non possiamo pensare di aver trovato una risposta esauriente.

In ogni epoca l'umanità è arrivata a un certo livello di soluzione, ma è stato sempre necessario lottare per il suo miglioramento e per ulteriori conquiste.

Il modo migliore per risolvere questo problema da cui siamo dominati viene dalla soluzione del secondo problema.

 

Il secondo legame che vincola l'uomo, è che essi appartengono alla razza umana e vivono in associazioni con gli altri esseri simili a loro.

Quindi il secondo problema (o forma di realizzazione) è quello sociale.

Noi dobbiamo sempre contare sugli altri, adattarci agli altri e interessarci a loro.

Questo problema è risolto dall'amicizia, dal sentimento sociale e dalla cooperazione: con la soluzione di questo problema abbiamo fatto un incalcolabile passo avanti verso la soluzione del primo.

Fu solo perché gli uomini impararono a cooperare che noi potemmo fare la grande scoperta della divisione del lavoro; una scoperta che rappresenta la principale garanzia del benessere dell'umanità

Mediante la divisione del lavoro noi possiamo utilizzare i risultati di molti tipi di addestramento e organizzare molte capacità diverse in modo che tutte contribuiscano al benessere comune e mitighino la mancanza di sicurezza e offrano maggiori opportunità per tutti i membri della società.

Il terzo legame degli esseri umani è la loro appartenenza a uno dei due sessi.

Dal modo di stabilire relazioni con l'altro sesso e dal compimento della funzione sessuale dipende la parte che ogni individuo avrà nella continuazione della specie umana.

Questo rapporto tra i due sessi pone anch'esso un problema; e anche questo è un problema che non può essere risolto separatamente dagli altri due.

Per risolvere in modo positivo il problema dell'amore e del matrimonio o convivenza è necessaria un'occupazione che contribuisca alla divisione del lavoro, come pure un cordiale e amichevole contatto con gli altri esseri umani.

Come vediamo, anche ai nostri giorni la migliore soluzione di questo problema, la soluzione più coerente con le esigenze della società e della divisione del lavoro è la monogamia.

Questi tre problemi non si presentano mai divisi, gettano tutti l'uno sull'altro fasci di luce, e la soluzione dell'uno facilità la soluzione degli altri.

In verità noi possiamo dire che essi costituiscono tutti aspetti della medesima situazione e del medesimo problema: la necessità per un essere umano di proteggere la vita e di perpetuare la vita nell'ambiente in cui si trova.

 A questo punto dobbiamo ripetere che una donna la quale contribuisca alla vita dell'umanità con l'occupazione della maternità assume nella divisione del lavoro umano un posto tanto elevato quanto chiunque altro.

Per concludere (ma solo per ora) questo problema occupazionale dell'uomo diremo che: è vero che non possiamo vantarci di avere fatto tutte le conquiste che si potevano fare; lo sappiano i politicanti  di ogni credo e colore, e non possiamo neppure pretendere (se nessuno fa nulla!) che la divisione del lavoro abbia raggiunto il suo massimo stadio.

Ma ogni tentativo va fatto per risolvere il problema dell'occupazione, deve svolgersi entro lo schema della divisione del lavoro tra gli uomini e dello sforzo di cooperazione per contribuire con il nostro lavoro al miglioramento degli altri.

 

Letto: 1584 Volte Ultima modifica il Mercoledì, 26 Luglio 2017 20:22

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La vita non ha altro scopo che se stessa, perché la vita è un altro nome per indicare Dio.

Ogni altra cosa, nel mondo, può avere uno scopo, può essere un mezzo per raggiungere un fine.

Ma una cosa almeno deve essere lasciata come fine di ogni cosa, senza che per questo sia un mezzo per raggiungere alcunché.

Potete definirla: "Esistenza".

Potete definirla: "Dio".

Potete definirla: "Vita".

Sono nomi diversi per indicare una sola realtà.

Dio è il nome che i teologi hanno dato alla vita, e nasconde un pericolo: può essere confutato, può essere dibattuto.

Quasi metà del mondo non crede in alcuna divinità.

E non solo i comunisti, anche i buddisti, i giainisti e migliaia di liberi pensatori che si definiscono "atei".

Il nome di Dio non è difendibile con tanta facilità, in quanto è stato dato dall'uomo e non esiste prova alcuna, né alcuna evidenza, nessun argomento a favore: rimane, più o meno, una parola vuota.

Significa qualsiasi cosa desideri.

"Esistenza" è un termine migliore.

Tutti i maggiori pensatori sono "esistenzialisti": hanno accantonato definitivamente la parola "Dio".

Per loro, l'esistenza in quanto tale, è più che sufficiente.

La vita è lo scopo di ogni cosa.

Per questo, essa non può avere altro scopo se non se stessa: lo scopo della vita è intrinseco.

Esso ha in sé lo scopo di crescere, di espandersi, di celebrare, di danzare, di amare, di gioire... questi sono tutti aspetti della vita.

Ma fino a oggi, nessuna religione ha accettato la vita quale scopo di tutti i nostri sforzi, di tutte le nostre ricerche.

Al contrario, esse hanno negato la vita per sostenere un ipotetico Dio.

Ma la vita è così reale che migliaia di anni, di sforzi di tutte le religioni, non sono riusciti a scalfirla, sebbene tutte ne sono state ferme oppositrici: il loro Dio non era il centro più intimo della vita, bensì era disponibile solo rinunciando alla vita.

È stata una sventura che ha duramente colpito l'umanità; l'idea stessa di rinuncia della vita, significa rispettare la morte.

Tutte le religioni adorano la morte.

Il Profetismo vi insegna che non esiste altro scopo che non sia vivere con totalità, da rendere ogni istante una celebrazione.

L'idea stessa di "scopo" introduce nella mente il futuro, perché qualsiasi scopo, qualsiasi fine, qualsiasi meta, ha bisogno di un futuro.

Per molte persone o le vostre religioni, lo scopo della vita è rinunciarvi.

Torturare se stessi in nome di qualche Dio mitologico e ipotetico.

Gli animali non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita; gli alberi non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita; le stelle non hanno alcuna religione, fatta eccezione per la vita.

Tranne l'uomo, l'intera esistenza si fida esclusivamente della vita; non esistono altre divinità, né altri templi.

Non esistono testi sacri.

La vita raccoglie in sé ogni cosa, è il dio ed è il tempio ed è il testo sacro.

E viverla totalmente, appassionatamente, è la sola religione. 

Se la società vuol vivere meglio deve partorire l'Uomo Nuovo, ma ci vuole un sostanziale mutamento del carattere umano, vale a dire dal passaggio di preponderanza, ossia maggior forza o importanza dalla modalità dell'avere, nella forma più egoistica del termine, alla modalità dell'essere, per salvarci dalla catastrofe psicologica ed economica, per il bene comune, bisogna chiedersi:

è davvero possibile una trasformazione caratteriale su vasta scala? 

E nel caso sia possibile ci domandiamo, come fare a produrla?

Ecco qui che ci viene anche in aiuto il Profetismo in larga scala sulla rete, perché più persone prendano atto sul da farsi.

A mio giudizio, il carattere umano, se si vuole far evolvere la componente sociale di massa, può mutare a patto che sussistono le seguenti condizioni.

Se vuoi trovare la tua via, dovrai prima sapere qual è il senso della vita e, capire come questa ci si può realizzare.

Principalmente sono tre le forme di realizzazione umana: quello dell’occupazione, quello sociale e quello sessuale.

Tralascio le prime due per analizzare con voi il problema esistenziale attraverso la socializzazione; ogni singolo essere umano rivela in modo infallibile qual è il proprio senso della vita.

Se vi guardate dentro comprenderete che una buona soluzione dei problemi della vita è quello di aprire sempre la porta agli altri e nel termine “altri” ci siamo anche noi.

Mi domanderete: “Qual è la tua realtà sul senso della vita?”

Non vi risponderò in modo retorico, al contrario vi rivelerò una tecnica che non sarà intellettuale e neppure filosofica, non ci occupiamo di problemi e di indagini intellettuali, non mi occupo del perché delle cose: mi occupo come, non di cosa sia la verità per la realizzazione della vita, ma di come possa essere raggiunta e realizzata.

Ci sono uomini che hanno capito questo, i quali sapevano il senso della vita, ed è quello di interessarsi all'umanità cercando di sviluppare impegni sociali.