Profetismo Moderno

Principi di Logica Umanistica

La Politica e la Religione

La-Politica_e_la-Religione M. Chagall 1911 - La politica confusionaria dei potenti. - Si sa che la religione a diversità della politica va vissuta ma non capita. La politica dei politicanti è confusionaria, per renderci succubi del potere e dei potenti, mettono confusione nella mente che assorbe una complicanza di problemi da non capirci più nulla. La giustizia profetica, contro le tirannie occulte mascherate di perbenismo degli attuali partiti, consiste nel acquisire coscienza, per aprire gli occhi sulle contraddizioni dei potenti: le loro vigliaccherie, le loro paure di vivere la terribile realtà che li fa strumenti ciechi di soprusi.

La Politica e la Religione dovrebbero essere semplici non intendo dire che siano facili, intendo dire che non sono complicate, la vita non è complicata, l'esistenza non è complessa, tutte le complicazioni vengono dalla mente che vuole sempre, se lasciata a sé stante prevaricare gli altri.

I politici, i filosofi trovano molto difficile, quasi impossibile diventare umanisti (ossia: amare gli esseri umani) più sì è intelligenti, intellettuali maggiore è la difficoltà, ma la difficoltà viene da noi; noi la produciamo attraverso il potere, il denaro, ma la complessità non può incontrare la semplicità, l'amore.

La diversità che c'è tra politica e religione è che la religione a diversità della politica va vissuta ma non capita; se cominci a tentare di capire, lo stesso sforzo rende impossibile la comprensione.

L'intelletto può risolvere qualsiasi problema fuorché il problema, quando cerchi di capirlo, la coda cresce e sei intrappolato.

La politica dei politicanti che siedono su comode poltrone del potere è confusionaria, mettono confusione nella tua mente che assorbe una complicanza di problemi da non capirci più nulla e, rende succubi del potere e dei potenti, e la moneta ne è il segno del valore.

Continua a leggere
21 Visualizzazioni
0 Commenti

L'importanza della Parola e del Tempo

Limportanza-della-Parola_e_del-Tempo Marc Chagall - 1949 - Orologio con ala Blu - L'importanza del tempo per la vita degli uomini.

Nella vita degli uomini, come in quella dei libri, in particolare di quei trattati che parlano della vita come questo, per pura ipotesi, magari ispirati, l’ultimo atto è quello che vale e l’ultima frase è quella che conta. Se qualche articoli ha saputo, seppure in modo marginale, parlare o ispirare qualche lettore, in queste righe vorrei aggiungere: “Nello scrivere questo, ho ascoltato il mio cuore, che forse a sua volta ha sentito il richiamo del nostro tempo inquieto! E dopo esserci imposti nello scrivere un continuo controllo per poter dare risalto alla sostanza e al contenuto, vorrei in queste righe lasciare parlare il cuore sull'importanza della "parola" e del "tempo" per il profetismo moderno.

Per i popoli primitivi la parola era sacra poiché veniva considerata assai più che l’espressione di un concetto.

Allora gli uomini parlavano poco, e quando lo facevano era sempre per comunicare cose fondamentali: avvenimenti, idee, comandi, insegnamenti.

La parola conteneva autorità, conoscenza, aveva una precisa funzione vitale.

Come la parola, anche il tempo era considerato con enorme rispetto, entrambi erano sacri; e i popoli si esaltavano e si illuminavano, sia con la parola, sia nella crescita nel tempo.

Continua a leggere
21 Visualizzazioni
2 Commenti

Abbattere dal Loro Trono i Potenti

Abbattere-dal-Loro-Trono-Potenti Il vero messaggio messianico della resurrezione, qui sta l'Esodo, la Pasqua di Mosè, qui sta la via di ogni Buddha, di ogni illuminato e popolo illuminato. L'Esodo (il popolo in cammino), Mosè (con le tavole della legge), il Crocifisso centrale in giallo senza i segni consueti della passione, le piaghe alle mani e al costato (la Risurrezione, Vittoria sul potere); il dipinto raffigura che il vero culto a Dio è rompere il giogo posto sul collo degli oppressi e dare libertà agli schiavi.FOTO: Marc Chagall (1952-1966) L'Esodo.

Solo quando ci si incammina sulla via "degli ultimi che sono i primi e dei primi che sono gli ultimi" (affinché non vi sia né primo, né ultimo; coincidenza e superamento dei contrari), solo allora si può diventare uomini d'amore universale, uomini che amano tanto l'amico e aiutano e amano lo stesso nemico che sente il bisogno dell'umanizzazione; uomini che, come il sole, mandano luce e vita e calore non solo all'amico, ma anche ai segreti bisogni di libertà del nemico.

Devo dire però che "l'offri l'altra guancia" è diretto a chi ha "l'altra guancia", i poveri "non l'hanno", non la possono avere.

Il detto etico è diretto soprattutto alle autorità e ai ricchi, a chi ha possibilità di scelta, a chi ha mezzi a sua disposizione di operare in libertà, non è diretto a chi non ha "sfera morale" di libertà di scelta di mezzi, di conoscenza: lo sappiano tutti i teologi e sapienti e politici e "non violenti" (a parole) del mondo; lo sappiano i sacerdoti, i preti, vescovi compresi quando parlano alle masse umiliate e offese, ai poveri Lazzari dell'Africa, dell'America Latina e del mondo.

Inoltre le autorità, nel vero senso della parola, dovrebbero conformarsi alle parole del Vangelo dove si parla del "figliol prodigo" e dovrebbe far proprio il Cantico di Maria, Madre di Gesù.

L'amore, dei profeti, di questi uomini d'amore, nasce dalla strada di Abraham profeta e padre dei profeti.

Continua a leggere
24 Visualizzazioni
0 Commenti
AccediLogin \ RegistoRegistrati