Profetismo Moderno

Principi di Logica Umanistica

tempoIl "Profetismo Moderno” è il tentativo di rappresentare la Luce del "grande sogno" iniziatico, la Luce attinta dal Sognatore.

Purtroppo i tempi, da vari secoli a questa parte, sono immersi nell'indifferenza, dietro un apprezzamento di facciata c'è ostilità contro le visioni-rivelazioni orali, infatti si cerca di uccidere i popoli ed i saggi...

tempoIl "Profetismo Moderno” è il tentativo di rappresentare la Luce del "grande sogno" iniziatico, la Luce attinta dal Sognatore.

Purtroppo i tempi, da vari secoli a questa parte, sono immersi nell'indifferenza, dietro un apprezzamento di facciata c'è ostilità contro le visioni-rivelazioni orali, infatti si cerca di uccidere i popoli ed i saggi portatori del "grande sogno", della "grande Luce", che rappresenta altresì la sola salvezza dal capitalismo, dalla schiavitù delle potenze per scopi di dominio e non di libertà o di vita. Ma continua sarà la nostra ricerca di rappresentare la Luce, finché i popoli del mondo non avranno tutti la Terra Promessa.

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L'importanza della Parola e del Tempo

Limportanza-della-Parola_e_del-Tempo Marc Chagall - 1949 - Orologio con ala Blu - L'importanza del tempo per la vita degli uomini.

Nella vita degli uomini, come in quella dei libri, in particolare di quei trattati che parlano della vita come questo, per pura ipotesi, magari ispirati, l’ultimo atto è quello che vale e l’ultima frase è quella che conta. Se qualche articoli ha saputo, seppure in modo marginale, parlare o ispirare qualche lettore, in queste righe vorrei aggiungere: “Nello scrivere questo, ho ascoltato il mio cuore, che forse a sua volta ha sentito il richiamo del nostro tempo inquieto! E dopo esserci imposti nello scrivere un continuo controllo per poter dare risalto alla sostanza e al contenuto, vorrei in queste righe lasciare parlare il cuore sull'importanza della "parola" e del "tempo" per il profetismo moderno.

Per i popoli primitivi la parola era sacra poiché veniva considerata assai più che l’espressione di un concetto.

Allora gli uomini parlavano poco, e quando lo facevano era sempre per comunicare cose fondamentali: avvenimenti, idee, comandi, insegnamenti.

La parola conteneva autorità, conoscenza, aveva una precisa funzione vitale.

Come la parola, anche il tempo era considerato con enorme rispetto, entrambi erano sacri; e i popoli si esaltavano e si illuminavano, sia con la parola, sia nella crescita nel tempo.

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Abbattere dal Loro Trono i Potenti

Abbattere-dal-Loro-Trono-Potenti Il vero messaggio messianico della resurrezione, qui sta l'Esodo, la Pasqua di Mosè, qui sta la via di ogni Buddha, di ogni illuminato e popolo illuminato. L'Esodo (il popolo in cammino), Mosè (con le tavole della legge), il Crocifisso centrale in giallo senza i segni consueti della passione, le piaghe alle mani e al costato (la Risurrezione, Vittoria sul potere); il dipinto raffigura che il vero culto a Dio è rompere il giogo posto sul collo degli oppressi e dare libertà agli schiavi.FOTO: Marc Chagall (1952-1966) L'Esodo.

Solo quando ci si incammina sulla via "degli ultimi che sono i primi e dei primi che sono gli ultimi" (affinché non vi sia né primo, né ultimo; coincidenza e superamento dei contrari), solo allora si può diventare uomini d'amore universale, uomini che amano tanto l'amico e aiutano e amano lo stesso nemico che sente il bisogno dell'umanizzazione; uomini che, come il sole, mandano luce e vita e calore non solo all'amico, ma anche ai segreti bisogni di libertà del nemico.

Devo dire però che "l'offri l'altra guancia" è diretto a chi ha "l'altra guancia", i poveri "non l'hanno", non la possono avere.

Il detto etico è diretto soprattutto alle autorità e ai ricchi, a chi ha possibilità di scelta, a chi ha mezzi a sua disposizione di operare in libertà, non è diretto a chi non ha "sfera morale" di libertà di scelta di mezzi, di conoscenza: lo sappiano tutti i teologi e sapienti e politici e "non violenti" (a parole) del mondo; lo sappiano i sacerdoti, i preti, vescovi compresi quando parlano alle masse umiliate e offese, ai poveri Lazzari dell'Africa, dell'America Latina e del mondo.

Inoltre le autorità, nel vero senso della parola, dovrebbero conformarsi alle parole del Vangelo dove si parla del "figliol prodigo" e dovrebbe far proprio il Cantico di Maria, Madre di Gesù.

L'amore, dei profeti, di questi uomini d'amore, nasce dalla strada di Abraham profeta e padre dei profeti.

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Fanatismo - Potere e Limiti del Fanatismo

Potere-Limiti-del-Fanatismo

Potere e Limiti delle Dottrine Fanatiche.

Il potere e la forza di una comunità non dipende soltanto dai membri o componenti e dal loro numero, ma molto dalla componente economica, ma ancora di più dalla dottrina che profetizza e che tutti eseguono.

Vediamo dunque come una dottrina fanatica (e ne vediamo ancora oggi con l'Isis) che spesso aumenta di molto di potere di una comunità.

Oggi sono molto di moda, forse più che in passato, la loro influenza sul potere ha una grande importanza pratica, così una nazione o gruppo di fanatici ha probabilità di successo in guerra, questo è un grosso impedimento per la democrazia e i popoli democratici in genere; ha più successo di una nazione dove ci sia una grande popolazione di uomini saggi.

Esaminiamo alla luce della storia.

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Il Concetto della Non Violenza - L'Errata Interpretazione

Concetto-della-Non-Violenz

Voglio evocare la personalità storica di Gandhi, così simile a Gesù; non si deve dimenticare quello che effettivamente insegnò, non quello che gli vorrebbero far dire.

Nel suo diario: "Antiche come le montagne: la Verità e la non Violenza", egli dice: "Se dovessi scegliere tra la lotta armata e viltà, la verità mi insegna di scegliere la lotta armata; ma proprio perché sono un seguace della verità, la verità, quando non c'è viltà e c'è consapevolezza e coraggio, mi insegna la strada della non violenza".

Nello stesso spirito, quando gli riferirono che un piccolo popolo della montagna, senza difendersi si era lasciato massacrare, coinvolgendo gli stessi figli, per onorare il principio della non violenza; Gandhi si rammaricò della falsa ed errata interpretazione di questo principio, dicendo che la non violenza era una scelta libera e ragionata non una presa di posizione arbitraria, è il miglior metodo di lotta in condizione di maturità e consapevolezza, un rischio accettato con coraggio, ma non si poteva ne doveva obbligare i fanciulli, i deboli e gli indifesi e tutti coloro, che non avevano possibilità di scegliere a trovarsi coinvolti nell'estremo sacrificio che andava oltre la legittima difesa.

Non si doveva far subire violenza ai piccoli, potendoli difendere, in amore del principio della "non violenza" professata dai padri.

Così facendo, ai piccoli, agli indifesi, ai vecchi ai deboli, si sarebbe fatta violenza, "non facendo violenza ai violenti", il che non sarebbe stato certo applicato il principio Non Violenza, il che sarebbe stato ancora più distruttivo della stessa "violenza" che si sarebbe dovuto esercitare sui trasgressori, perché la non violenza risponde a razionalità, a verità, è cioè al servizio dell'amore, rispettando il più debole, amico o nemico che sia, e non è l'idolatria a un principio a cui sacrificare la comunità e i più piccoli e se stessi.

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Violenza: Significato in Tutti i Suoi Aspetti - la Radice della Violenza

la Radice della Violenza

Violenza: Significato in tutti i suoi aspetti più disparati. Il discorso sulla Violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda di chi la violenza la mette in atto. Vi è la violenza del Ricco sul povero (la violenza del colono contro il colonizzato, violenza gratuita, razziale); la violenza del Povero, quando reagisce contro la radice del potere, oppure quando si vuole sostituire al Ricco, opprimendo coloro che sono più poveri o poveri pari a lui, questo tipo è della stessa natura della violenza del Ricco, perché esprime sentimenti di invidia, di sopraffazione, di risentimento, di vendetta (violenza domestica, violenza contro le donne).Foto: Anonymous, gruppo di attivisti non governativo ha lanciato nel 2014 un importante operazione in rete contro la violenza razziale.

Vorrei fare un discorso sulla Violenza, valutarla nei suoi aspetti più disparati.

Va da sé che il discorso sulla violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda che la violenza sia messa in atto dalla classe oppressa oppure dalla classe opprimente.

Per restare nel problema alquanto semplificato, non è possibile mettere sullo stesso piano la violenza del "Colono" e quella del "Colonizzato": la violenza del Colono contro il Colonizzato e la violenza del Colonizzato contro il violento Colono; le "due" violenze sono realtà nettamente da distinguere.

Infatti una realtà è la violenza del Ricco e un'altra realtà è la "violenza" del Povero, quando reagisce contro la radice del potere, quando tenta di riscattarsi dalla sua stessa violenza che si muove anch'essa contro i più deboli, che lo induce a scaricare, spesso il suo fallimento di vita contro gli infimi, riproponendo in eterno la causa del suo stesso fallimento, la sua stessa oppressione.

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