Profetismo Moderno

Principi di Logica Umanistica

La Legge del Cielo - Cantico di Maria e dei Profeti

La-Legge-del-Cielo La Legge del Cielo, Cantico di Maria e dei Profeti, la visione ebraica-cristiana, profetica-messianica così ben sintetizzata nel Cantico del Magnificat del Vangelo di Luca. Nella foto, Mosè riceve le Tavole della Legge (il patto di amicizia), sulla destra una donna in ginocchio in blu che tiene un bambino, anch'esso con il volto verso le Tavole della Legge. Le figure sulla destra raffigurano la discendenza del popolo di Israele; continua in basso con un fanciullo, l'uomo nuovo. Foto in alto, Opera di M. Chagall. - Foto In basso: La Madonna col Bambino è un dipinto di Andrea Mantegna, (1490-1500). Cantico del Magnificat.

Non temo di ripetere la verità che è antica come le montagne e la ripeto anche con le parole del vecchio saggio cinese Taoista Lao Tseu.

Lao Tseu, secondo cui "il Tao, la legge del cielo è come un arciere: innalza ciò che è basso e abbassa ciò che è in alto; l'opposto è la legge degli uomini, essa dà a chi ha già e toglie a chi non ha" (da Lao Tseu). 

Da ciò ne consegue, se noi vogliamo essere figli del cielo, uomini di pace, cioè figli di Dio, dobbiamo cercare di conformarci con pensieri, parole, azioni, alla natura della legge del cielo, compito non facile in questo mondo di fissità, di statualizzazione, di codificazione di immane disuguaglianze che si giustificano col dire che appartengono alla natura delle cose.

Forse che la malattia, che anch'essa appartiene alla natura delle cose, non la combattiamo con tutti noi stessi quando ne siamo colpiti?

Ma la visione taoista si unifica a valorizzare l'altra visione più vicino alla nostra cultura; essa si unifica ad un'infinita visione e né è a sua volta valorizzata e una grande luce nasce dalla loro Unione da cui si può attingere forza e unità, forza e intelligenza, cioè cuore.

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Significato della Mitologia - Cos'è la Mitologia

Significato-della-Mitologia Cos'è la Mitologia, il significato della Mitologia è quello di prendere nota della Verità. La verità è guardare la vita in modo consapevole, con profonda consapevolezza, con attenzione, in silenzio, allora il fatto si dissolve, ed appare la Verità. Vedete un albero, carico di fiori e di foglie: è un fatto. Ma se mediti e osservi attentamente, profondamente, un giorno i tuoi occhi, all'improvviso, si aprono; si aprono sul reale, allora l'albero non sarà più un semplice albero e il Verde sarà solo il manifestarsi di Dio in quanto verde, e la linfa che scorre nel tronco, fino alle foglie, sarà un fenomeno spirituale. Se un giorno riuscirete a vedere l'essere dell'albero, la divinità dell'albero, esso diventerà solo una manifestazione del Divino, e Voi ne avrete vista la verità. Riflessi di Luce. Opera di Salvatore Cataldo (Bagheria, PA).

I fatti rappresentano la Verità letta con inconsapevolezza.

È Verità vista con cecità, con occhi chiusi, senza intelligenza, in maniera non meditativa.

In questo caso la verità si trasforma in fatti.

Vi faccio un esempio: incontri un Cristo, un Buddha.

Se lo guardi con inconsapevolezza, è un semplice fatto, un fatto storico.

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Cause dei Disturbi Dissociativi nell'Era Tecnologica

Cause-dei-Disturbi-Dissociativi Oggi la galassia nata dall'ingegnosità dei computer è minacciata dalla collisione con questi nuovi universi, un mondo di supernove, di stelle brillanti che sono i mezzi di comunicazione di massa, i mezzi audiovisivi. I segnali sonori o visivi che questi trasmettono vengono ricevuti senza difficoltà; e assimilati in modi diversi, la loro ripetizione assicura una influenza durevole

Non occorre essere dei specialisti per accorgersi della domanda straordinaria diretta oggi alla psicologia, alla sua descrizione, alla sua applicazione in questo terzo millennio, così oscuro e problematico nell'evoluzione delle tecnologie moderne (internet, telefonini, ecc...)

Tra le aspirazioni espresse, più o meno, chiaramente dai nostri contemporanei: comprendere e farsi capire, sono rivendicazioni di base; comprendere, perché è il primo passo verso la libertà assoluta; farsi capire è la condizione necessaria per essere: riconosciuti, accettati, integrati.

Ci si può interrogare sull'origine di questi bisogni e di questa inquietudine contemporanea: perché mai i problemi che nel passato erano di competenza di un gruppo ristretto di pensatori, appartenenti a quella che oggi chiameremmo "classe intellettuale", sono diventati i problemi di tutti; dell'uomo qualunque nella banalità del suo quotidiano?

Una prima risposta è d'origine quantitativa: gli uomini sono più numerosi, quindi i problemi reciproci sono diventati più frequenti; sono raggruppati anche in città immense, che non hanno confronto con quelle del passato.

Dalla iperdensità demografica, i confronti e gli scontri risultano più frequenti.

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