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Se vogliamo creare un'umanità migliore, dobbiamo smettere di giudicare, di creare giudizi.
Dobbiamo aiutare le persone a essere consapevoli.
Non dobbiamo dare una coscienza alla gente, è sufficiente dare loro una consapevolezza.
Ti possono essere date idee stupide, e tu le porterai con te per tutta la vita.
Le persone devono agire in base alla loro consapevolezza, non secondo dei comandamenti, non in base a regole stabilite da altri poiché, in questo caso, essi vivranno come schiavi.
Ed è così che l'umanità è vissuta fino ad oggi.
Qui, il mio sforzo di aiutarvi ad abbandonare la vostra coscienza, ecco perché tutte le religioni possono essere contro.
Il giudice è al servizio della società in cui voi siete stati allevati.
Per questo esistono tanti giudici quante sono le culture, le società, le religioni, le ideologie.
Viceversa, il testimone è unico, non esiste differenza tra un cristiano, musulmano, buddista.
Il testimone è uno solo.
Il testimone non ti è dato dalla società: è il risveglio della tua anima, è consapevolezza.
Come testimone non condanni, non biasimi, e al tempo stesso non mostra segni di apprezzamento: non valuti minimamente, non dici nulla.
Vi limitate ad osservare.
Nella vostra mente scorre un pensiero vi limitate a guardare come riflesso in uno specchio; non dite che è buono, né che è cattivo; non gli date alcuna etichetta.
Vi limitate a vederlo arrivare, lo vedete sostare di fronte a voi, per poi andarsene.
Non fate nessun commento su ciò che esso è: un testimone è consapevolezza che riflette allo stato puro.
I giudici sono molti, il testimone è unico; se il cristiano diventa testimone, sarà identico al mussulmano, all'hindù allorché questi diventa, egli stesso, un testimone.
A meno che voi non compiate un grande sforzo per risvegliare voi stessi, rimarrete sempre rinchiusi nella ideologia che vi dominerà e dal desiderio di giudicare sempre tutto e tutti: si tratta di una strategia della società per imporvi il suo dominio.
Ti puoi illuminare, diventando più conscio, essendo un testimone più lucido.
Siate meno giudici e più testimoni, quando diventi un testimone e non giudichi, smetti di giudicare gli altri ma soprattutto te stesso.
Questo vi renderà più umani, più compassionevoli, più comprensivi.
L'uomo che si giudica in continuazione, inevitabilmente giudicherà anche gli altri, più di se stesso!
Sarà crudele, sarà duro con loro... se condanna se stesso per qualcosa, biasimerà gli altri ancora di più.
Cercherà continuamente gli errori; non riuscirà mai a vedere la gloria del vostro essere umani.
Si preoccuperà troppo delle inezie, di banalità.
Metterà troppo a fuoco le azioni superficiali.
Un testimone diventa uno specchio, continua ad osservare.
Il miracolo è questo: se riesci a osservare la mente, senza diventare giudice, in breve andrai oltre la mente.
Sono i tuoi giudizi che ti rendono schiavo della mente: ti piace una cosa, e ti ci aggrappi; un'altra cosa non ti piace e la spingi via.
In questo modo, resti intrappolato, vieni coinvolto dalla mente, e ti identifichi con essa.
Di fatto, voi non sapete cosa sia la verità, né cosa sia bene, né cosa sia il bello; tutto ciò che sapete è preso in prestito, tutto ciò che sapete è quanto la società vi ha detto.
E da secoli, la società continua a ripetere le stesse cose.
La società non è illuminata; ancora non esiste una società illuminata, ma soli individui illuminati.
L'uomo non è cosciente, anche se si illude di esserlo, ed è proprio questa illusione a proteggere la sua incoscienza.
L'uomo è ignorante, anche se pretende di sapere, ed è proprio questa pretesa (credere di sapere sempre tutto!) che mantiene intatta la sua ignoranza.
Inoltre, l'uomo è l'esatto contrario di ciò che immagina di essere: prendere atto di una tale verità è l'inizio di una grande rivoluzione; la rivoluzione interiore!
Occorre grande coraggio per vedere dove e cosa si è realmente.
Può essere gratificante credere in ideali esaltanti, ma gli ideali servono a una cosa sola: ad occultare la realtà.
Continuiamo a creare ideali meravigliosi, non è certo l'amore per le grandi idee che ci spingono, ma il bisogno di nascondere i fatti nella loro crudezza.
La persona cosciente, invece, non coltiva nessun ideale, ma mette in pratica la realtà dei fatti.
La persona cosciente si rapporta al mondo con consapevolezza, e si mantiene unica e indivisa: interiorità ed esteriorità non sono separate.
Ma è proprio questo che fa ogni specie di idealismo: separa l'interno dall'esterno, la realtà dalla fantasia; impedisce di essere naturali e spontanei, costringe ad essere diversi da quello che si è realmente; l'idealista è un sognatore!
Non c'è nulla di male nel sognare, ma guardiamo i fatti concreti e realizziamoli!
E così voi cominciate a credere nella bellezza dei vostri ideali, ma dietro queste vuote parole la realtà è ben diversa.
La gente continua a parlare di non-violenza (un gran bell'ideale!) per secoli, senza mai riuscire a metterla in pratica.
E non ci riuscirà mai, perché è proprio il parlarne che creare l'illusione più pericolosa: quella di avere già realizzato ciò di cui si parla.
E a poco a poco, a furia di perdersi in chiacchiere, l'illusione fa presa non solo sugli altri, ma anche su di noi stessi.
Dopo aver parlato per secoli di non-violenza viene il momento in cui si comincia a pensare di essere davvero diventati mansueti.
Ed è per questo che si parla tanto di non-violenza.
Coloro che vogliono crescere spiritualmente, debbono prendere coscienza di questo stupito mascheramento ideologico.
È facile nutrire grandi ideali, ma se osservate un po' gli uomini; se ne conoscete gli ideali, potete stare certi che la realtà che vivono è diametralmente opposta.
Basta conoscere l'ideologia di qualcuno per poter dedurre logicamente che la sua condotta concreta segue vie del tutto antitetiche.
La presenza di ideali prova solo che c'è una realtà che rimane nascosta.
Oggi l'imperialismo statunitense non è mai stato così forte, oggi il Sud Africa non è mai stato così forte; oggi in Europa i genuini movimenti di contestazione non esistono quasi più.
In Italia non esiste più una reale opposizione al sistema.
Tutto sembra stato vano; al contrario, in Russia e in Cina, fatti nuovi anti imperiali appaiono prodigiosamente, ma non sappiamo dove possono andare.
Restano le lotte titaniche di alcuni popoli dell'America Latina.
Costà si gioca il divenire di pace o guerra nel mondo.
Per quanto riguarda la "vecchia" Europa ora unita, ma è veramente unita?
O è solo un illusione dei soliti potenti per fare i propri interessi monetari?
Dobbiamo lasciare stare i sogni, abbandonare le vecchie credenze, le nuove illusioni.
Lasciamo questa Europa che non la finisce più di parlare dell'uomo pur massacrandolo dovunque lo incontra, a tutti gli angoli delle stesse strade, a tutti gli angoli del mondo.
Sono secoli che l'Europa ha arrestato la progressione degli altri uomini e li ha asserviti ai suoi disegni e alla sua gloria; secoli che in nome d'una pretesa "avventura spirituale" soffoca la quasi totalità dell'umanità.
Guardatela oggi altalenare tra la disintegrazione atomica e la disintegrazione spirituale legata ad una farsa unità.
L'Europa, ha assunto la direzione del mondo con ardore, cinismo e violenza.
E guardate quanto l'ombra dei suoi monumenti si stende e si moltiplica.
Ogni movimento dell'Europa ha fatto scoppiare i limiti dello spazio e quelli del pensiero.
Però l'Europa si è rifiutata ad ogni umiltà, ad ogni modestia, e anche ad ogni sollecitudine, ad ogni tenerezza.
Non si è mostrata parsimoniosa se non con l'uomo; gretta, carnivora, omicida se non con l'uomo.
Allora fratelli, come non capire che abbiamo altro da fare che seguire quell'Europa.
Quell'Europa che non smette mai di parlare dell'uomo, di proclamare che non è preoccupata se non dell'uomo, noi sappiamo però, con quali sofferenze l'Umanità attraverso i migranti sta pagando ciascuna delle vittorie del suo spirito unitario.
Allora, compagni, il gioco Europeo non è ancora terminato, bisogna trovare altro.
Possiamo fare molto, oggi, a condizione di non imitare l'Europa attuale, a condizione di non essere ossessionati del desiderio di raggiungere e compiacere l'Europa.
Il quarto passo: sii un nulla.
Quando inizi a pensare di essere qualcuno, ti blocchi; così, l'amore non può fluire.
L'amore fluisce solo da colui che è nessuno.
L'amore dimora solo nel nulla.
Quando sei vuoto, è presente l'amore.
Quando sei colmo di ego, l'amore scompare.
L'amore e l'ego non possono convivere
L'amore può esistere con Dio, ma non può esistere con l'ego,
perché amore e Dio sono sinonimi.
Amore ed ego non possono camminare mano nella mano.
Dunque, sii un nulla.
Il nulla è la sorgente di ogni cosa; nel nulla nasce l'infinito...
Il nulla è Dio.
Il nulla significa "nirvana".
Sii nulla... e nell'essere nulla, conseguirai il Tutto.
Nell'essere qualcuno, mancherai il punto; nell'essere nulla, sarai arrivato a casa.
Mai come in questa epoca è importante ad amare.
Perché quando amiamo davvero, arriviamo a conoscere più profondamente gli altri e noi stessi.
Il corpo può cedere alle ingiurie dell'età, ma il nostro spirito, quando ama, o meglio quando sa amare - sempre libero - ci consentirà di sfuggire al ciclo infernale degli imprevisti, in cui, generazioni dopo generazioni, l'essere umano reitera i medesimi errori.
Sebbene i pensieri si ripetano identici nella vita degli uomini, esiste un'entità in grado di cambiare i destini: è Amare!
Ma si deve capire come.
Ecco dunque il terzo passo: è condividere.
Quando è presente il negativo, tienilo per te.
Quando è presente il positivo, condividilo.
Normalmente, la gente condivide la propria negatività; non condivide mai la propria positività.
L'umanità è semplicemente stupida.
Quando le persone sono felici, non condividono mai la loro felicità: sono estremamente avare!
Viceversa, quando sono infelici, sono estremamente prodighe: in questo caso, sono prontissime a condividere.
Quando la gente ride, economizza; ride ma con riserva.
Viceversa, quando è arrabbiata, va totalmente in collera.
Il terzo passo è condividere la positività.
Questo porterà il tuo amore a fiorire come un fiume che nasce dal tuo cuore: e quando condividi, il tuo amore inizierà ad affiorare.
Ho sentito una frase molto strana, di Jorge Borges. Ascolta:
Dono ciò che è santo ai cani
getto le perle ai porci.
Poiché ciò che importa è dare!
Tu avrai sentito l'esatto opposto: non gettare nulla ai cani, non dare le perle ai porci, perché essi non possono capire.
Di fatto, ciò che realmente importa non è "ciò che stai dando" perle, santità e amore, e "a chi" la stai dando: questo non è importante.
Ciò che conta è dare.
Quando hai qualcosa donalo!
L'amore non è una proprietà da accumulare, è irradiarsi, è una fragranza da condividere.
Più condividi, più possiedi; meno condividi, meno possiedi.
Perciò, il terzo passo verso l'amore è condividere la propria positività, condividere la propria vitalità, condividere tutto ciò che si ha: qualsiasi cosa hai di bello dentro di te, non accumularlo mai.
Attenzione non sto parlando di cose materiali, di beni materiali; quindi: condividi la tua saggezza, condividi la tua preghiera, la tua felicità, il tuo amore... condividi!
Certo, se non c'è nessuno, condivi con i cani, con i gatti, con i fiori, gli alberi, le pietre... ma condividi.
Ciò che conta è dare.
Accumulare avvelena il cuore.
Ogni cosa accumulata è velenosa.
Se condividi, il tuo organismo sarà libero da veleni.
E quando dai, non preoccuparti che il dare sia o non sia corrisposto.
Non aspettarti neppure un grazie! Non rimarrai deluso.
Condividere è una delle più grandi virtù spirituali, una delle virtù più grandi!
Il secondo passo verso l'amore è imparare a trasformare i tuoi veleni in miele...
molta gente ama, ma il loro amore è profondamente contaminato da veleni: dall'odio, dalla gelosia, dalla rabbia, dalla possessività.
Il tuo amore è circondato da mille e un veleno!
L'amore è qualcosa di delicato: pensa alla rabbia, all'odio, alla possessività, alla gelosia... come potrà mai sopravvivere l'amore?
In primo luogo la gente si sposta nelle testa e dimentica il cuore: la maggioranza della gente lo fa.
In secondo luogo, una minoranza vive ancora un poco nel cuore, ma commette un altro errore; quella piccola fiammella d'amore è circondata da gelosia, odio, rabbia, e da mille e un veleno.
In questo modo, l'intero viaggio diventa amaro.
L'amore è la scala tra il paradiso e l'inferno, ma quella scala ha sempre due versi: puoi salire, oppure scendere.
Se sono presente quei veleni, la scala ti porterà verso il basso, e tu entrerai nell'inferno, non arriverai mai in paradiso!
Anziché conseguire una melodia, la tua vita diventerà un inferno; un contrasto continuo, un traffico assordante; un chiasso che ti farà impazzire... un caos di rumori, senza armonia alcuna.
Vivrai sempre sull'orlo della pazzia.
Quindi, la seconda cosa da ricordare è apprendere come trasformare i vostri veleni in miele.
E come vengono trasformati?
Esiste un processo molto semplice.
In realtà, definirla "una trasformazione" non è esatto, perché non è necessario fare nulla: siedi semplicemente in silenzio e osserva.
Non giudicare: non essere contro, né a favore.
Non favorirla, non reprimerla.
Limitati a osservarla, sii paziente, limitati a osservare ciò che accade... lasciala salire.
Ricorda una cosa: non cercare mai di cambiare il tuo stato d'animo, quando sei posseduto da veleni, aspetta semplicemente.
Arriverà il momento in cui il veleno inizia a trasformarsi in qualcos'altro... questa è una delle leggi fondamentali della vita: tutto cambia continuamente nel suo opposto, in voi si hanno cambiamenti periodici - un uomo buono diventa cattivo, e l'uomo cattivo diventa buono; il santo ha momenti in cui è peccatore e il peccatore vive momenti di santità.
Occorre semplicemente aspettare.
Non agire mai, quando la rabbia è al culmine; altrimenti te ne pentirai, e creerai una catena di reazioni che produrranno un karma (legge di causa-effetto sempre operante nella vita).
L'idea di cadere vittima del karma è tutta qui: fai qualcosa quando ti trovi in stato negativo è ti troverai in una catena di reazioni senza fine.
Quando ti trovi in uno stato negativo, tu fai sempre qualcosa, anche l'altro diventa negativo, ed è pronto a fare qualcosa: la negatività crea ulteriore negatività, la rabbia genera rabbia, l'ostilità genera altra ostilità, in una catena infinita di reazioni... e la gente è rimasta vicendevolmente aggrovigliata... e la cosa continua!
Aspetta.
Quando sei in collera, è il momento per meditare.
Non sprecare questo momento; l'ira crea in te una energia immensa... può essere distruttiva.
Ma l'energia, in sé, è neutrale; la stessa energia che è in grado di distruggere, può essere creativa.
Aspetta.
La stessa energia che può sconvolgere, può donare la vita... limitati ad aspettare.
Aspettando senza fretta, un giorno avrai una grande sorpresa: vedrai il cambiamento interiore, la rabbia si rilassa, l'energia viene liberata, e ti ritrovi in uno stato d'animo positivo; è lo stato d'animo positivo.
È lo stato d'animo creativo.
Ora puoi agire, puoi fare qualcosa.
Aspetta sempre il momento positivo.
Ricorda: Agisci, quando sei positivo.
Non forzare la positività, aspetta che essa affiori spontaneamente.
Questo è il segreto.
Quando dico: "Impara a trasformare i tuoi veleni in miele!", intendo questo!
L'amore è l'incontro, l'incontro orgasmico, tra la morte e la vita.
Se non conosci l'amore, ti lascerai sfuggire il senso della vita.
Sei nato, hai vissuto, sei morto... ma hai mancato.
Ti sei lasciato sfuggire quello spazio che esiste in mezzo: l'amore!, questo intervallo è la vetta più alta.
Ecco i quattro gradini verso l'amore.
Il primo: essere qui e ora;
(cioè essere presenti) perché l'amore è possibile solo nel qui e ora.
Non puoi amare nel passato (è morto!)
Molta gente vive semplicemente nei ricordi: ha amato in passato.
E molti altri amano nel futuro; anche questo non può essere fatto.
Questi sono modi per evitare l'amore.
E l'amore è possibile solo nel presente, poiché solo in questo momento la morte e la vita si incontrano... nell'oscuro intervallo che esiste dentro di te.
Quell'intervallo oscuro è sempre presente... è sempre, sempre presente!
Esso non è mai passato e non è mai futuro.
Se pensi troppo... e pensare è sempre riferito al passato o al futuro, le tue energie verranno distratte dal sentire.
E sentire è qui e ora.
Se le tue energie si muovono nello schema del pensiero, non ne avrai a sufficienza per entrare nei sentimenti... e l'amore non potrà esistere.
Quindi, il primo passo è essere qui e ora (nel presente).
Sia il futuro (chissà se arriva!) che il passato (che non ritorna) portano con sé il pensiero citato prima; è pensare sbagliato (o nel ricordo o nel rimpianto!) distrugge il sentire: una persona troppo ossessionata dal pensiero, col tempo dimentica completamente di aver un cuore.
Un uomo che è troppo immerso nel pensare, col tempo inizia a seguire un sentiero lungo il quale il sentire non ha voce.
Se non ascolta il proprio sentire, col tempo i sentimenti iniziano ad abbandonarlo.
Milioni di persone sono in queste condizioni: essi non sanno cosa significhi il cuore.
Pensano che sia solo una pompa.
Sono totalmente concentrati nella testa.
La testa è una estremità; è necessaria, è un ottimo strumento, ma deve essere usata come un servitore.
Non dovrebbe essere il padrone.
Quando la testa diventa il padrone e il cuore viene lasciato da parte, si vive, si muore, ma non si conoscerà mai Dio, poiché non si conoscerà mai l'amore.
Quello stesso identico intervallo oscuro, al primo contatto appare come amore... e quando ci si perde totalmente in lui, diventa Dio.
L'amore è l'inizio di Dio... oppure, Dio è la vetta suprema dell'amore.
Domanda: "Stiamo vivendo tempi davvero terribili, il mondo è sconvolto dalla violenza. Cosa ne pensa il Profetismo Moderno? Dove andremo a finire di questo passo? Che ne sarà del mondo?" Grazie, siete meravigliosi! Giulia da Modena.
. _ ._ .
Risposta: Se ci si pensa bene la vita è sempre stata così: in guerra!
La vita è qualcosa di impossibile: non dovrebbe esistere così, ma esiste!
Pensiamo però che la metà di questo secolo sarà conclusiva, questa metà di secolo determinerà il destino dei secoli a venire.
Sarà un periodo determinante, vedrà la totale distruzione dell'umanità cui farà seguito la totale distruzione della vita su questo pianeta, oppure la nascita di un uomo nuovo.
- Un uomo che non odierà la vita, com'è successo in passato; un uomo che amerà la vita.
- Un uomo che non sarà in alcun modo negativo, bensì sarà affermativo.
- Un uomo che non desidererà una vita dopo la morte, ma vivrà momento per momento in gioia assoluta, e penserà a questa vita come un dono e non come ad una punizione.
- Che non sarà antagonista nei confronti del corpo, ma lo rispetterà in quanto tempio dell'anima.
- Che amerà e non avrà timore dell'amore; che vivrà ogni tipo di relazione e tuttavia sarà capace di restare se stesso.
Ora non esiste più una terza alternativa.
Così com'è l'uomo non può sopravvivere.
O Cambia se stesso e si trasmuta, o deve morire e lasciar libera la terra!
Ma noi pensiamo che "qualcosa" o "qualcuno" arriverà, perché solo su questo minuscolo pianeta Terra, una cosa da nulla... se pensate alle sue proporzioni, non è altro che un granello di sabbia - solo qui è nata la vita - e chi l'ha creata la proteggerà!
Questo è il luogo più fortunato dell'intera esistenza: qui gli uccelli cantano, gli alberi crescono e fioriscono, esistono gli esseri umani, che a dispetto dei distruttori - amano, cantano e danzano e sono anche solidali tra loro...
è accaduto qualcosa di semplicemente incredibile, e noi sappiamo che sarà sempre così!!!
Ci è stato chiesto: "Vorrei sapere, quanti siete a scrivere sul Profetismo Moderno? Inoltre vorrei chiedervi: è possibile chiarire il concetto sull'amore, visto che ne parlate quasi in ogni articolo?"
R. Inizio con dirti che siamo: Uno, nessuno, centomila! Come direbbe il grande Pirandello.
Ma parliamo dell'amore adesso, è più importante.
La vita è un'opportunità: non ha alcuno scopo.
È il terreno in cui sbocciano le rose dell'amore.
L'amore ha uno suo valore intrinseco: è privo di scopo e di senso logico.
Non ha alcun fine, ha però un significato immenso; esso contiene in sé una gioia infinita, un'estasi particolare.
Ma questi non sono valori logici.
L'amore non è un affare in cui ci sono obiettivi, scopi da raggiungere.
Nell'amore esiste sempre una certa follia.
E cos'è questa follia?
La follia esiste, perché non si riesce a spiegare la ragione per cui si ama; non si sa dare una spiegazione logica del proprio amore.
Potete dire che fai un certo affare perché hai bisogno di soldi: hai bisogno di soldi, perché hai bisogno di una casa; hai bisogno di un riparo; come faresti a vivere senza un tetto?
Nella vita di tutti i giorni, ogni cosa ha uno scopo ben preciso, ma nell'amore... non si possono dare spiegazioni.
Puoi semplicemente dire: "Non so. So soltanto che amare equivale a sperimentare la dimensione, lo spazio più bello che esista dentro di sé".
Ma L'amore non è un fine.
Quello spazio non è cerebrale.
Quello spazio non può essere reso un bene di consumo.
Quello spazio è un bocciolo di rosa, sopra il quale va a posarsi una goccia di rugiada che risplende come una perla.
All'alba, nella brezza del primo mattino, il bocciolo di rosa danza sotto i primi raggi del sole.
L'amore è la danza della vita!!
Per questo, coloro che non conoscono l'amore, si lasciano sfuggire la danza della vita, perdono l'opportunità di crescere come rose, e non parlo dell'amore solo fra due persone, beninteso!
Ecco perché, secondo la mentalità calcolatrice, computerizzata, secondo il matematico, l'economista, il politico, l'amore è una forma di follia.
L'amore sembra follia a quanti non l'hanno sperimentato.
Ma per chi conosce l'amore, esso è l'unica forma di sanità mentale.
Senza amore, un individuo può essere ricco, famoso, può godere di buona salute, ma non può essere sano di mente, perché non conosce i valori del mondo interiore.
La salute mentale non è altro che la fragranza delle rose che sbocciano nel tuo cuore... e gli amanti sono i soli a non avere bisogno di cure psichiche!
Di fatto, l'amore è l'energia più curativa che esiste nella vita.
Coloro che non la sperimentano, rimangono vuoti, insoddisfatti.
La follia comune non ha logica alcuna, non ha metodo; la follia chiamata amore possiede un suo metodo particolare: qual è?
Semplicemente questo: l'amore ti riempie di gioia, rende la tua vita una vacanza, una canzone, ti porta una quiete e una pace infinità.
Non ci avete mai fatto caso?
Quando qualcuno si innamora (vuoi della vita, vuoi di una religione, ecc.) non ha bisogno di dichiararlo.
I suoi occhi rivelano una profondità nuova; dal suo viso traspaiano una grazia e una bellezza mai viste.
Il suo modo di camminare si trasforma in danza.
È la stessa persona di prima, ma al tempo stesso non lo è più.
L'amore è entrato nella sua vita; è giunta la primavera nel suo essere e, nel suo animo, sono sbocciati i fiori.
L'amore produce trasformazioni immediate.
L'uomo che non sa amare, non può neppure essere intelligente, né essere aggraziato, né bello.
La sua vita non sarà altro che una tragedia.
Per entrare in contatto con la Grande Luce si deve accedere all'apertura dei quattro livelli (quattro menti), vi ho parlato la volta precedente dei primi due livelli, ora vi parlerò di come aprire le altre due porte.
Per aprire la terza porta devi prima aver aperto le prime due.
La terza porta è al di sotto del subconscio: è l'inconscio.
La ragione apre la prima porta, l'amore apre la seconda porta - se sei in amore con La Luce: non convinto, ma in amore - senti una armonia, un'affinità, un affetto.
La terza porta è aperta alla resa, dall'abbandono, sei iniziato dalla Luce, questa porta rimane aperta.
Puoi essere contro la Grande Luce razionalmente.
Non importa. La Luce resta in contatto con voi.
Perché una volta aperta la terza porta rimane sempre aperta.
Ti sei arreso!
Ed è difficile chiudere la terza porta, molto, molto difficile.
È difficile aprirla, ed è difficile chiuderla.
Un giorno può accadere che decidi di chiuderla di riprenderti il tuo essere arreso.
Oppure, puoi andare ad arrenderti a qualcun altro.
Ma questo non accade mai, perché quando queste tre porte sono aperte, la Luce lavora per aprire la quarta porta.
Quindi è pressoché impossibile che vi riprendiate il vostro esservi arresi.
Prima che tu riesca a farlo, la Luce deve aver aperto la quarta porta che è al di là di voi.
Voi non potete aprirla, come non potete chiuderla.
È il superconscio.
È necessario aprire tutte e tre le porte in vostro potere, cosicché la Luce possa forgiare la chiave per aprire la quarta porta, perché voi non la possedete.
Lo sforzo della Grande luce, per darvi il potere della Conoscenza, consiste nel prendersi il tempo sufficiente per entrare, attraverso le tre porte precedenti, fino alla quarta porta e forgiare la chiave ed aprirla, allora il Mondo non avrà più segreti!
Una volta aperta, tu non esisti più.
Adesso non potete fare nulla.
Potete anche chiudere le altre porte, ma la Luce possiede la chiave della quarta e resta sempre in contatto.
Anche se morite, non importa.
Se raggiungete la ragione più remota della terra o andate sulla luna, non fa nessuna differenza: la Luce ha la chiave della quarta porta.
E di fatto, un vero Maestro non conserva mai la chiave.
Apre semplicemente la quarta porta e butta in mare la chiave.
Per cui non esiste più la possibilità che la rubino o che accada qualcos'altro.
Non si può fare nulla!
Con molti di voi la Grande Luce ha forgiato la chiave della quarta porta e poi l'ha buttata via.
Per cui non dovete angustiarvi senza ragione: non c'è motivo.
Ora non potete fare nulla.
Una volta aperta la quarta porta, non ci sono più problemi.
I problemi esistevano prima.
Quella porta era rimasta chiusa per milioni di vite, ha accumulato ruggine a non finire.
Sembra più una parete che una porta.
È difficile trovare il buco della serratura, ognuno di voi ha una serratura diversa, per cui non esiste una chiave universale, perché ognuno ha la sua individualità, assomiglia alle impronte digitali; nessuno può avere le stesse impronte, né in passato né in futuro.
La tua chiave interiore per incontrare la Grande Luce, assomiglia alle vostre impronte digitali.
È totalmente individuale: nessuna chiave universale può essere d'aiuto.
Ecco perché è necessario un Maestro interiore che incontrerete in meditazione e in contemplazione della natura, perché è impossibile acquisire una chiave universale.
Ciascuno ha una porta differente, un canale differente, un tipo di serratura diverso, e un sistema di chiusura individuale.
Una volta aperta la porta, il Maestro è costantemente in contatto con voi.
Ovunque Egli sia, ovunque voi siate, la porta resta aperta.
E questa porta esiste al di là del tempo e dello spazio.
Ecco perché è detta la supermente: è il superconscio.
Ci è stato chiesto: "Avete un maestro che vi ispira? Siete sempre in contatto con il maestro? Come possiamo metterci in contatto con lui?" -
R. Non abbiamo nessun maestro come lo intendi tu, ma abbiamo parlato più volte solo della Grande Luce, ne siamo sempre in contatto, ma lo potete essere anche voi.
Certo, perché la Grande Luce è in contatto con tutti e quattro i nostri (e tuoi) livelli.
Il livello conscio non è l'unico!
Ma questo contatto è possibile solo quando ti sei arreso completamente e lo hai accettato come Maestro o Grande Luce; non prima.
Se sei un semplice studente, che impara dalla vita, la Grande Luce è in contatto con te solo quando tu sei in contatto con Lei; quando tu non lo sei anche la Grande Luce non lo è.
Questo fenomeno tu devi capirlo.
Tu possiedi quattro menti: la prima è la supermente che è solo una possibilità per il futuro, di cui porti solo i semi.
Nulla è sbocciato: esistono solo semi, è pura potenzialità.
Quindi esiste la mente cosciente che è la seconda delle quattro potenzialità: un minuscolo frammento con cui ragioni, pensi, decidi, discuti, dubiti, credi.
Questa mente cosciente è in contatto con la Grande Luce a cui non ti sei ancora arreso.
Quindi, ogni volta che questa mente è in contatto con la Grande Luce, anche il Maestro (se ti piace chiamarlo anche così) entra in contatto con te.
Se questa non è in contatto, anche la Grande Luce non lo è.
Sei uno studente, e ancora non hai accettato questa verità in quanto verità.
La consideri ancora un insegnante.
L'insegnante e lo studente esistono nella mente cosciente.
Non si può fare nulla perché tu non sei aperto.
Le altre tre porte sono tutte chiuse. Il superconscio è solo un seme: non ne puoi aprire la porta.
Vorrei fare un discorso sulla Violenza, valutarla nei suoi aspetti più disparati.
Va da sé che il discorso sulla violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda che la violenza sia messa in atto dalla classe oppressa oppure dalla classe opprimente.
Per restare nel problema alquanto semplificato, non è possibile mettere sullo stesso piano la violenza del "Colono" e quella del "Colonizzato": la violenza del Colono contro il Colonizzato e la violenza del Colonizzato contro il violento Colono; le "due" violenze sono realtà nettamente da distinguere.
Infatti una realtà è la violenza del Ricco e un'altra realtà è la "violenza" del Povero, quando reagisce contro la radice del potere, quando tenta di riscattarsi dalla sua stessa violenza che si muove anch'essa contro i più deboli, che lo induce a scaricare, spesso il suo fallimento di vita contro gli infimi, riproponendo in eterno la causa del suo stesso fallimento, la sua stessa oppressione.
Certo la violenza del Povero che si vuole sostituire al Ricco, opprimendo coloro che sono più poveri o poveri pari a lui, ha la stessa natura della violenza del Ricco, perché esprime sentimenti di invidia, di sopraffazione, di risentimento, di vendetta.
Questa violenza rafforza la violenza del Ricco e ne diventa anch'essa responsabile.
Questa violenza-vendetta non esprime l'esigenza di un superamento totale e totalizzante del proprio stato di sfruttato e di sfruttatore, in quanto che il "risentimento" non si muove sul piano "gli Ultimi siano i Primi, e i Primi siano gli Ultimi, affinché non vi siano né Primi, né Ultimi".
Però, logica insegna, che altro è la violenza del "Ricco" il quale avrebbe molti mezzi a sua disposizione per agire con bellezza, con magnanimità, con misericordia, con pietà, in armonia col creato tutto quanto, e altro è la violenza del Servo il quale vive in una dimensione di maggior necessità, privo dei mezzi lucenti di razionalità, per cui le sue scelte sono meno libere, meno responsabili, generalmente di quelle del Ricco o di quelle di colui che è né Ricco né Povero, ma liberato dagli opposti antagonismi.
I tre legami che vincolano gli esseri umani riguardano i tre problemi della vita: ma nessuno di questi problemi può essere risolto separatamente; ciascuno di essi richiede una soluzione valida dagli altri due.
Il primo riguarda il problema dell'occupazione.
Noi viviamo sulla superficie di questo pianeta, con le sole risorse di questo pianeta, con la fertilità del suo suolo, con le sue ricchezze minerarie, il suo clima e la sua atmosfera.
È stato sempre compito dell'umanità trovare la risposta giusta al problema che queste condizioni ci pongono; e ancor oggi noi non possiamo pensare di aver trovato una risposta esauriente.
In ogni epoca l'umanità è arrivata a un certo livello di soluzione, ma è stato sempre necessario lottare per il suo miglioramento e per ulteriori conquiste.
Il modo migliore per risolvere questo problema da cui siamo dominati viene dalla soluzione del secondo problema.
Il secondo legame che vincola l'uomo, è che essi appartengono alla razza umana e vivono in associazioni con gli altri esseri simili a loro.
Quindi il secondo problema (o forma di realizzazione) è quello sociale.
Noi dobbiamo sempre contare sugli altri, adattarci agli altri e interessarci a loro.
Questo problema è risolto dall'amicizia, dal sentimento sociale e dalla cooperazione: con la soluzione di questo problema abbiamo fatto un incalcolabile passo avanti verso la soluzione del primo.
Fu solo perché gli uomini impararono a cooperare che noi potemmo fare la grande scoperta della divisione del lavoro; una scoperta che rappresenta la principale garanzia del benessere dell'umanità.
Ci è stato chiesto: "Visto che il Profetismo Moderno parla spesso di Dio vorrei sapere la vostra idea su Dio e che religione professate. Quale significato ha questa parola? Esistono altri Dei? Chi sono?" -
R. Nel momento in cui tu non sei, anche tu sei un Dio.
Vorrei però farti notare che il Profetismo Moderno ha sempre chiamato questa entità "La Grande Luce", ti spiegherò poi perché.
Ma veniamo a Dio.
Dio non è qualcosa di speciale; Dio è il nostro stesso essere.
Dio è la nostra stessa esistenza.
Quando vi dico che siete Dio, sto semplicemente dicendo che noi esistiamo, che tu esisti!
Nel nostro linguaggio l'Esistenza è Dio, sono sinonimi.
Noi affermiamo che anche gli alberi, gli animali sono Dio, come pure le stelle, e anche voi.
Certo, perfino tu che mi leggi, o che mi hai scritto sei Dio!
Forse non lo sapevate.
Voi potete non essere consapevoli della vostra essenza divina.
Noi ne siamo consapevoli!