L'importanza della Parola e del Tempo

Lunedì, 22 Agosto 2016 17:57 Scritto da
Marc Chagall - 1949 - Orologio con ala Blu - L'importanza del tempo per la vita degli uomini. Marc Chagall - 1949 - Orologio con ala Blu - L'importanza del tempo per la vita degli uomini.

Nella vita degli uomini, come in quella dei libri, in particolare di quei trattati che parlano della vita come questo, per pura ipotesi, magari ispirati, l’ultimo atto è quello che vale e l’ultima frase è quella che conta. Se qualche articoli ha saputo, seppure in modo marginale, parlare o ispirare qualche lettore, in queste righe vorrei aggiungere: “Nello scrivere questo, ho ascoltato il mio cuore, che forse a sua volta ha sentito il richiamo del nostro tempo inquieto! E dopo esserci imposti nello scrivere un continuo controllo per poter dare risalto alla sostanza e al contenuto, vorrei in queste righe lasciare parlare il cuore sull'importanza della "parola" e del "tempo" per il profetismo moderno.

Per i popoli primitivi la parola era sacra poiché veniva considerata assai più che l’espressione di un concetto.

Allora gli uomini parlavano poco, e quando lo facevano era sempre per comunicare cose fondamentali: avvenimenti, idee, comandi, insegnamenti.

La parola conteneva autorità, conoscenza, aveva una precisa funzione vitale.

Come la parola, anche il tempo era considerato con enorme rispetto, entrambi erano sacri; e i popoli si esaltavano e si illuminavano, sia con la parola, sia nella crescita nel tempo.

Il tempo passa, non si può fermare e bisogna assolutamente crescere animisticamente per non morire mai.

Certamente possiamo sorridere di queste concezioni, ma, se ci fermiamo a pensare un momento, esse ci appariranno meno ridicole di quanto sembrino a primo acchito.

Certo nessuno pensa che ci sia effettivamente alcunché di sacro, sia nella parola che nel tempo, se non perché è sacra la vita dell’uomo, sacro e degno di rispetto è l’uomo stesso.

Se consideriamo che ogni uomo è unico e irripetibile, concluderemo che altrettanto lo è ogni attimo della sua vita.

Ogni attimo va vissuto serbandone il desiderio e l’emozione della scoperta.

Questo è un tempo in cui tutte le persone hanno fretta e bruciano le tappe della propria vita, non c’è più rispetto dell’unica cosa di cui l’uomo è veramente padrone: “il tempo”.

Vanno talmente veloci: aerei, treni, missili, e il tempo passa e sono già vecchi e non hanno serbato nessun ricordo, sono morti e muoiono ancora prima.

Immaginiamo la meraviglia dei primitivi nello scoprire che essi, a differenza degli animali, delle piante, dei minerali, potevano comandare ai loro suoni, ossia li potevano ordinare in parole, farne un mezzo di comunicazione; possiamo capire quale e quanta parte abbia avuto la parola nel riconoscimento della dignità umana. Certo è vero che l’uomo dice “io “ e mette di continuo se stesso al centro dei propri interessi.

Spesso anzi, se non coltiva interessi umanitari cercando di sviluppare impegni sociali, fa del proprio “io” il suo unico interesse, e, a forza di praticare questa distorsione di concetti, la sua concezione della vita diventa grottesca. Esistono persone che pensano a se stessi come ad esseri speciali, immaginando perfino di poter intrattenere delle relazioni privilegiate con il creatore.

Nessuno ha più bisogno di ricercare per ascoltare le parole dei profeti che parlano al cuore e allo spirito, ormai quasi tutte le persone di questo inizio di millennio credono e pensano che le parole siano vane, perché è vano ed effimero quello che oggi esprimono.

Questo perché si parla troppo: internet, televisione, radio, comizi, predicatori, santoni, mistici; e quello che dicono non è frutto di un pensiero costruttivo, per il bene di chi ascolta e per i popoli sottomessi... E quindi, quale insegnamento!, si tratta soltanto di un plateale plagio per dominare e sopraffare l’altro; e lo fanno con forme di pensiero di massa.
Per questo la parola non è più sacra e si ascolta male.

Fortunatamente nel cervello dell’uomo, ma ancora di più nel suo cuore, si forma un scudo, e le parole ascoltate, così come le forme pensiero estranee, poco vengono assimilate; terminato un discorso, ecco che, se ci chiedessero di ripeterne il contenuto, la nostra mente ammetterebbero di avere nulla appreso o capito.

Le vane parole come i vani discorsi vengono trattenuti un attimo e poi gettati come immondizia, per serbare solo le parole che parlano al cuore, come quelle di questo blog.

Nella vita dei libri come in quella degli uomini conta solo una verità: assolvere il proprio compito.

Non so come giudicherete nella sostanza questo blog, ma se qualche concetto o solo qualche riga avrà fermato la vostra attenzione, e saprete meglio comprendere la vostra esistenza, allora la mia umile fatica non sarà stata vana.

Nulla è più dinamico che il servirsi di parole di vento e di fuoco per far comprendere la vita e la realizzazione del sé individuale, per costruire una realtà d’amore dedicata agli uomini tutti e al creato.

Allora questo mio vecchio cuore acquisterà il diritto e il dovere di dire e scrivere.

Letto: 2720 volte Ultima modifica il Mercoledì, 26 Ottobre 2016 20:32

Non occorre essere dei specialisti per accorgersi della domanda straordinaria diretta oggi alla psicologia, alla sua descrizione, alla sua applicazione in questo terzo millennio, così oscuro e problematico nell'evoluzione delle tecnologie moderne (internet, telefonini, ecc...)

Tra le aspirazioni espresse, più o meno, chiaramente dai nostri contemporanei: comprendere e farsi capire, sono rivendicazioni di base; comprendere, perché è il primo passo verso la libertà assoluta; farsi capire è la condizione necessaria per essere: riconosciuti, accettati, integrati.

Ci si può interrogare sull'origine di questi bisogni e di questa inquietudine contemporanea: perché mai i problemi che nel passato erano di competenza di un gruppo ristretto di pensatori, appartenenti a quella che oggi chiameremmo "classe intellettuale", sono diventati i problemi di tutti; dell'uomo qualunque nella banalità del suo quotidiano?

Una prima risposta è d'origine quantitativa: gli uomini sono più numerosi, quindi i problemi reciproci sono diventati più frequenti; sono raggruppati anche in città immense, che non hanno confronto con quelle del passato.

Dalla iperdensità demografica, i confronti e gli scontri risultano più frequenti.

Nel mondo vuoto di qualche millennio fa l'uomo era indiscutibilmente un lupo per l'uomo.

Nello spazio affollato del mondo contemporaneo, l'uomo per l'uomo rappresenta più spesso un problema!

D'altro canto, questi uomini così numerosi e raggruppati sono, almeno nelle società industrializzate, più istruiti e, soprattutto, più informati.

Bisogna riconoscere che la civiltà della carta, dei libri e dei giornali, aveva modificato il vecchio ordinamento del mondo, ma con una azione portante soprattutto sulle élite, cioè su quei individui che accettavano di fornire lo sforzo necessario per acquisire, mantenere e contenere un sapere sufficiente.

Oggi la galassia nata dall'ingegnosità dei computer è minacciata dalla collisione con questi nuovi universi, un mondo di supernove, di stelle brillanti che sono i mezzi di comunicazione di massa, i mezzi audiovisivi.

I segnali sonori o visivi che questi trasmettono vengono ricevuti senza difficoltà; e assimilati in modi diversi, la loro ripetizione assicura una influenza durevole.

La facilità della diffusione consente una incredibile propagazione in pubblici così vasti che, in determinati casi (risultati elettorali, grandi "novità" scientifiche, morte di una personalità, ecc...), si può dire che la totalità di un sistema umano, una nazione o un gruppo di nazioni, o di fanatici, è coinvolto nel processo informativo.

Questo uomo nuovo, si apre al mondo, ma ogni apertura comporta (come ben vediamo!), un rischio, quello di perdere le proprie difese e i propri trinceramenti abituali.

Ed è proprio quello che sta succedendo.

L'uomo del ventunesimo secolo esperimenta un cambiamento, uno sconvolgimento del proprio modo di vivere, delle proprie abitudini, delle proprie convinzioni e dei propri modelli, cioè gli schemi che regolano gli atteggiamenti verso i problemi fondamentali.

Ci sono, dunque, delle lacune singolari nell'esistenza contemporanea e, tutto d'un tratto, queste lacune e queste insufficienze diventano il focolare di crisi, individuali o collettive, di cui si stupiscono coloro che vedono le cose soltanto in superficie.

   

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Secondo Il Profetismo continua nella sua delucidazione. Abbiamo esaminato i primi due punti e sono: il diritto alla Vita, il secondo che mi sta più a cuore l'Amore, veniamo ora al terzo diritto fondamentale, che unito agli altri due rappresentano le tre cose più importanti dell'esistenza, come detto sopra: la Vita, l'Amore e la Morte... e che a tutti deve essere dato, dopo una certa età a malati terminali con grandi sofferenze fisiche, il diritto inalienabile di morire.

Il quarto che vi parlerò in questo contesto è la Ricerca della Verità.

Riaffermo il terzo diritto fondamentale. Quando una persona sente di aver vissuto sufficientemente a lungo ed ha gravi patologie terminali e non desidera più trascinarsi inutilmente nella sofferenze; quando sa che quel po' di domani sarà soltanto una vuota sofferenza per sé e per gli altri, allora ha il diritto di lasciare questo corpo: è un suo diritto fondamentale.

La vita appartiene all'individuo non ad una politica ospedaliera che vede una grande spesa inutile dove chi ci guadagna è solo la politica e le società farmaceutiche.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Secondo Il Profetismo

Adesso è bene che vi parli di come il Profetismo in rete concepisce i Diritti dell'Uomo; vi parlerò della Nostra Dichiarazione dei Diritti dell'uomo.

In fondo la D. D. dell'Uomo evidenzia il fatto che l'umanità vive ancora soggetta a molte forme di schiavitù.

Altrimenti non occorrerebbe una Dichiarazione. La stessa necessità di averla, dimostra che l'uomo per migliaia di anni è stato ingannato.

Ed è stato ingannato in maniera così astuta, che solo elevandosi al di sopra dell'umanità si possono vincere le catene invisibili che lo imprigionano, i limiti e le carceri invisibili in cui è costretto.

La "nostra" dichiarazione comprende dieci punti fondamentali. 

 

- Il primo è la Vita

L'uomo ha diritto alla dignità di crescere per poter sbocciare fino alla sua fioritura suprema.

Perché questa fioritura è un suo diritto. L'uomo nasce sotto forma di seme (ovulo e spermatozoo) ma la società non gli fornisce il terreno adatto, le giuste attenzioni, un'atmosfera d'amore.

Al contrario, la società ha creato un'atmosfera profondamente avvelenata, carica di rabbia, odio, distruzione, violenza, guerre.

Falsità sui Diritti Umani - La società civilizzata Non Esiste

Mi è andato il pensiero sui diritti umani, precisamente il mio pensiero da profeta della rete, quindi illuminato sugli uomini, è naufragato sulle cosiddette Nazioni Unite, e sulla giornata per i diritti dell'uomo.

Non dobbiamo dimenticare un fatto fondamentale: noi viviamo in una società ipocrita.

Fu chiesto ad un grande filosofo, cosa ne pensasse della civiltà, egli rispose precisamente così: "È una buona idea, ma qualcuno deve trasformare l'idea in realtà. La civiltà non esiste ancora, malgrado ciò che se ne pensi. È un sogno proiettato nel futuro."

Le persone che detengono il potere-politico, religioso-sociale, sono al potere perché ancora non si è realizzata la civiltà, il perché è semplice: un mondo civilizzato, uomini maturi,

non hanno bisogno di nazioni - tutti i confini sono falsi -

non hanno bisogno di religioni, perché tutte queste teologie sono finzioni.

Osserviamo la gente che da migliaia di anni detiene il potere - i preti, i politici, le multinazionali, i magnati - hanno tutti i mezzi per impedire l'evoluzione umana.

È il modo migliore per impedire l'evoluzione è convincere l'uomo che egli è civilizzato, convincerlo che è già un essere umano, che non è necessario vivere un processo di trasformazione.

La debolezza dell'uomo sta nel suo credere a tutte le menzogne che i politici e non solo, hanno diffuso mentre sa benissimo che la civiltà non esiste, ne esiste qualcosa che abbia a che fare con la "sensibilità umana".

Se la società vuol vivere meglio deve partorire l'Uomo Nuovo, ma ci vuole un sostanziale mutamento del carattere umano, vale a dire dal passaggio di preponderanza, ossia maggior forza o importanza dalla modalità dell'avere, nella forma più egoistica del termine, alla modalità dell'essere, per salvarci dalla catastrofe psicologica ed economica, per il bene comune, bisogna chiedersi:

è davvero possibile una trasformazione caratteriale su vasta scala? 

E nel caso sia possibile ci domandiamo, come fare a produrla?

Ecco qui che ci viene anche in aiuto il Profetismo in larga scala sulla rete, perché più persone prendano atto sul da farsi.

A mio giudizio, il carattere umano, se si vuole far evolvere la componente sociale di massa, può mutare a patto che sussistono le seguenti condizioni.

Potere e Limiti delle Dottrine Fanatiche.

Il potere e la forza di una comunità non dipende soltanto dai membri o componenti e dal loro numero, ma molto dalla componente economica, ma ancora di più dalla dottrina che profetizza e che tutti eseguono.

Vediamo dunque come una dottrina fanatica (e ne vediamo ancora oggi con l'Isis) che spesso aumenta di molto di potere di una comunità.

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