Violenza: Significato in Tutti i Suoi Aspetti - la Radice della Violenza

Lunedì, 23 Gennaio 2017 00:10 Scritto da
Violenza: Significato in tutti i suoi aspetti più disparati. Il discorso sulla Violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda di chi la violenza la mette in atto.  Vi è la violenza del Ricco sul povero (la violenza del colono contro il colonizzato, violenza gratuita, razziale); la violenza del Povero, quando reagisce contro la radice del potere,  oppure quando si vuole sostituire al Ricco, opprimendo coloro che sono più poveri o poveri pari a lui, questo tipo è della stessa natura della violenza del Ricco, perché esprime sentimenti di invidia, di sopraffazione, di risentimento, di vendetta (violenza domestica, violenza contro le donne). Violenza: Significato in tutti i suoi aspetti più disparati. Il discorso sulla Violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda di chi la violenza la mette in atto. Vi è la violenza del Ricco sul povero (la violenza del colono contro il colonizzato, violenza gratuita, razziale); la violenza del Povero, quando reagisce contro la radice del potere, oppure quando si vuole sostituire al Ricco, opprimendo coloro che sono più poveri o poveri pari a lui, questo tipo è della stessa natura della violenza del Ricco, perché esprime sentimenti di invidia, di sopraffazione, di risentimento, di vendetta (violenza domestica, violenza contro le donne). Foto: Anonymous, gruppo di attivisti non governativo ha lanciato nel 2014 un importante operazione in rete contro la violenza razziale.

Vorrei fare un discorso sulla Violenza, valutarla nei suoi aspetti più disparati.

Va da sé che il discorso sulla violenza assume una diversa caratteristica oggettiva e soggettiva a seconda che la violenza sia messa in atto dalla classe oppressa oppure dalla classe opprimente.

Per restare nel problema alquanto semplificato, non è possibile mettere sullo stesso piano la violenza del "Colono" e quella del "Colonizzato": la violenza del Colono contro il Colonizzato e la violenza del Colonizzato contro il violento Colono; le "due" violenze sono realtà nettamente da distinguere.

Infatti una realtà è la violenza del Ricco e un'altra realtà è la "violenza" del Povero, quando reagisce contro la radice del potere, quando tenta di riscattarsi dalla sua stessa violenza che si muove anch'essa contro i più deboli, che lo induce a scaricare, spesso il suo fallimento di vita contro gli infimi, riproponendo in eterno la causa del suo stesso fallimento, la sua stessa oppressione.

Certo la violenza del Povero che si vuole sostituire al Ricco, opprimendo coloro che sono più poveri o poveri pari a lui, ha la stessa natura della violenza del Ricco, perché esprime sentimenti di invidia, di sopraffazione, di risentimento, di vendetta.

Questa violenza rafforza la violenza del Ricco e ne diventa anch'essa responsabile.

Questa violenza-vendetta non esprime l'esigenza di un superamento totale e totalizzante del proprio stato di sfruttato e di sfruttatore, in quanto che il "risentimento" non si muove sul piano "gli Ultimi siano i Primi, e i Primi siano gli Ultimi, affinché non vi siano né Primi, né Ultimi".

Però, logica insegna, che altro è la violenza del "Ricco" il quale avrebbe molti mezzi a sua disposizione per agire con bellezza, con magnanimità, con misericordia, con pietà, in armonia col creato tutto quanto, e altro è la violenza del Servo il quale vive in una dimensione di maggior necessità, privo dei mezzi lucenti di razionalità, per cui le sue scelte sono meno libere, meno responsabili, generalmente di quelle del Ricco o di quelle di colui che è né Ricco né Povero, ma liberato dagli opposti antagonismi.

 

Perciò le "due" violenze, quella del Ricco e quella del Povero, per una esigenza di Verità - Giustizia, di Logica, non si possono mettere sullo stesso piano.

Naturalmente è necessario sapersi difendere, con mezzi idonei, da entrambe: quella "gratuita" del Padrone e quella "cieca" del Servo.

Ma a volte la violenza del Servo, del Colonizzato, del Salariato, del Piccolo, dell'Umile, quando si rivolge contro la radice della Violenza, altro non è che legittima difesa, ed allora non è più "Violenza", ma è giustizia, somma Giustizia: è ira dell'Agnello, è ira di Madre - Padre, è ira di Fanciullo, dell'Amante della Pace nella Giustizia, che esplode in tutta la sua indignazione contro l'Immane Sopruso, contro la Vigliaccheria che da spazio al Sopruso, alla Menzogna; Vigliaccheria responsabile della Violenza, dell'Ingiustizia.

 

"Guardati dalla maledizione del Povero che è Dio che supplica", dicevano gli antichi.

Pure Mosè uccise l'aguzzino egiziano che stava massacrando un povero indifeso schiavo ebreo.

K. Marx (come il Cristo dal resto) è come un bellissimo "Pesce", se lo si toglie dalla sua acqua si corrompe, muore, "puzza"; così lo si deve buttare via; ma se lo lasci nella sua corrente, diventa un meraviglioso essere pieno di vita, dispensatore di vita, pieno di colori e di gioia.

E la corrente di Marx è il profetismo biblico.

Il marxismo, se correttamente inteso, ti dilata, ti fa cittadino del mondo.

 

 

 

 

Foto: Michelangelo (Cappella Sistina) - Mosè uccide l'aguzzino egiziano.

 

 

 . _ ._ .

 

 

 

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Ci si può chiedere cosa sia lo spirito di un popolo; in coerenza con la definizione cartesiana secondo la quale "Spirito" è sinonimo di "intelletto" o "ragione", la domanda potrebbe essere girata così: "Esiste nel popolo una ragione comune?"

Una risposta potrebbe essere questa: "Può esistere nella valutazione collettiva alcuni valori di natura morale; può però non esistere per una infinità di altri valori o prodotti dell'intelletto che siano oggetto di speculazione collettiva".

Si può avere ragione, ad esempio nell'accettare il principio generale di benevolenza, nell'amore per la patria, nello spirito di fratellanza, etc.; e invece se ne potrà non avere per altri problemi etici (ad esempio nella bioetica e nella socioetica).

Lo Spirito (intelletto o ragione) in altre parole, non è mai ente astratto "per sé", ma è sempre interno a un concetto razionale ben determinato!

E' un pericoloso pregiudizio ritenere che lo spirito (intelletto) sia qualcosa che vada al di là dell'ethos, quasi un denominatore comune di tutte le idee o ragioni dei singoli.

"L'anima universale" quale astrazione di molte cose che riguardano gli uomini: leggi, tradizioni, costumi, usanze, è sempre qualcosa di umanamente riconoscibile, definibile, e qualificabile.

Se ne può dedurre che non esiste uno spirito (intelletto) del popolo astratto in sé, ma soltanto una unione individuale di anime che si riconoscono e che, in alcuni casi e per limitati periodi, possono unirsi a determinare una volontà collettiva.

Lo Spirito (intelletto), alla fine, è sopratutto una manifestazione di volontà.

La definizione di "spirito" rimanda, in breve, alla concezione kantiana di popolo quale aggregato di monadi.

Interpretare lo "spirito" quale ente per sé significa, per conseguenza "logica", definire anche popolo, Stato o istituzione quali enti astratti (e siccome in realtà non lo sono, lo diventano soltanto per la fantasia delle masse).

In questo modo, qualunque sia la determinazione propagandistica del termine "popolo" esso diventa "altro da sé" dal governo; questa, ad esempio, fu la contraddizione che impedì alla "dittatura del proletariato" di affermarsi come continuazione logica della rivoluzione  del 1917, e che provocò alla fine - giustamente - il trapasso verso i tempi attuali.

In concreto, quando si dice "spirito di un popolo" occorre sapere sempre di cosa si parla e quali sono i suoi limiti.

Diversa cosa è lo "spirito individuale". 

Ci è stato chiesto: "Visto che il Profetismo Moderno parla spesso di Dio vorrei sapere la vostra idea su Dio e che religione professate. Quale significato ha questa parola? Esistono altri Dei? Chi sono?"  - 

R. Nel momento in cui tu non sei, anche tu sei un Dio.

Vorrei però farti notare che il Profetismo Moderno ha sempre chiamato questa entità "La Grande Luce", ti spiegherò poi perché.

Ma veniamo a Dio.

Dio non è qualcosa di speciale; Dio è il nostro stesso essere.

Dio è la nostra stessa esistenza.

Quando vi dico che siete Dio, sto semplicemente dicendo che noi esistiamo, che tu esisti!

Nel nostro linguaggio l'Esistenza è Dio, sono sinonimi.

Noi affermiamo che anche gli alberi, gli animali sono Dio, come pure le stelle, e anche voi.

Certo, perfino tu che mi leggi, o che mi hai scritto sei Dio!

Forse non lo sapevate.

Voi potete non essere consapevoli della vostra essenza divina.

Noi ne siamo consapevoli!

Parliamo del decimo diritto: la Meritocrazia.

La democrazia ha fallito, prendiamone atto; abbiamo vissuto sotto molti tipi di governo: aristocratico, monarchico, città-stato democratiche e ora abbiamo visto il mondo intero fissarsi sull'idea di democrazia.

Ma la democrazia non ha mai risolto alcun problema, ne ha aggiunto nuovi.

Fu vedendo questi problemi che un uomo come Karl Marx immaginò una dittatura del proletariato.

Io non ne sono un sostenitore, ho un'altra idea, che oltrepassa di molto la democrazia.

Democrazia significa "governo che proviene dal popolo, del popolo, per il popolo." Parole!!

In India vivono novecento milioni di persone, e non solo in India, come possono novecento milioni di persone esercitare il potere?

Dovranno delegare a qualcuno. chi governa non è il popolo, ma le persone che il popolo pensa di scegliere?

Su che basi sceglie? Come scegliere?

E soprattutto, come fa il popolo a scegliere le persone giuste?

Siete forse stati preparati, educati a vivere una vita democratica?

No niente di tutto questo. Le masse ignoranti si possono facilmente manipolare con mezzi semplicissimi. 

Siamo giunti alle ultime dichiarazioni del profeta "Nessuno", da non considerare oro colato, ma osservare e discutere, in aggiunta alla più conosciuta Dichiarazione dei Diritti Umani.

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà della parola e di credo e dalla libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo.

- Punto Nove: un Governo Mondiale

Io sono favorevole a un solo governo per il mondo intero.

In questo caso, non sarebbero più possibili guerre e non sarebbe più necessario tenere milioni di persone nelle caserme.

Questa gente potrebbe essere produttiva, potrebbe rendersi utile, e se si fondesse con il resto dell'umanità, ogni povertà scomparirebbe.

Oggi il settanta per cento del prodotto nazionale di ogni paese viene devoluto all'esercito, mentre il resto del paese si riduce a vivere con il trenta percento.

Se gli eserciti scomparissero, questo settanta per cento ritornerebbe ad essere disponibile per tutti.

La povertà non è inevitabile, i mendicanti non sono inevitabili!

Questi mendicanti, queste Etiopie, sono una nostra creazione.

Da un lato creiamo eserciti imponenti e dall'altro facciamo morire di fame migliaia di persone.

Questi eserciti non servono a nulla.

Sono semplici organizzazioni di killer professionisti, di criminali professionisti, gente addestrata al crimine.

E noi insegniamo a tutti gli uomini come si fa ad uccidere.

E parliamo di umanità, parliamo di civiltà... quando, ancora oggi, il settanta per cento delle nostre risorse viene devoluto per uccidere altri esseri umani.

Un solo governo mondiale sarebbe un cambiamento radicale, una rivoluzione. L'intero pianeta Terra ne trarrebbe beneficio.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Secondo Il Profetismo

Adesso è bene che vi parli di come il Profetismo in rete concepisce i Diritti dell'Uomo; vi parlerò della Nostra Dichiarazione dei Diritti dell'uomo.

In fondo la D. D. dell'Uomo evidenzia il fatto che l'umanità vive ancora soggetta a molte forme di schiavitù.

Altrimenti non occorrerebbe una Dichiarazione. La stessa necessità di averla, dimostra che l'uomo per migliaia di anni è stato ingannato.

Ed è stato ingannato in maniera così astuta, che solo elevandosi al di sopra dell'umanità si possono vincere le catene invisibili che lo imprigionano, i limiti e le carceri invisibili in cui è costretto.

La "nostra" dichiarazione comprende dieci punti fondamentali. 

 

- Il primo è la Vita

L'uomo ha diritto alla dignità di crescere per poter sbocciare fino alla sua fioritura suprema.

Perché questa fioritura è un suo diritto. L'uomo nasce sotto forma di seme (ovulo e spermatozoo) ma la società non gli fornisce il terreno adatto, le giuste attenzioni, un'atmosfera d'amore.

Al contrario, la società ha creato un'atmosfera profondamente avvelenata, carica di rabbia, odio, distruzione, violenza, guerre.

Se la società vuol vivere meglio deve partorire l'Uomo Nuovo, ma ci vuole un sostanziale mutamento del carattere umano, vale a dire dal passaggio di preponderanza, ossia maggior forza o importanza dalla modalità dell'avere, nella forma più egoistica del termine, alla modalità dell'essere, per salvarci dalla catastrofe psicologica ed economica, per il bene comune, bisogna chiedersi:

è davvero possibile una trasformazione caratteriale su vasta scala? 

E nel caso sia possibile ci domandiamo, come fare a produrla?

Ecco qui che ci viene anche in aiuto il Profetismo in larga scala sulla rete, perché più persone prendano atto sul da farsi.

A mio giudizio, il carattere umano, se si vuole far evolvere la componente sociale di massa, può mutare a patto che sussistono le seguenti condizioni.

2 commenti

  • Lunedì, 06 Marzo 2017 15:25
    inviato da Francesco Pisano
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    Francesco Pisano

    Salve, vi contatto per sapere cos'è il Profetismo Moderno e quali sono le regole. Grazie Saluti
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    Prophets Word (la risposta): Il Profetismo Moderno non pone regole in quanto non è una dottrina; parla semplicemente di Principi di Logica Umanistica. Continua a seguirci, se hai dubbi poni domande chiarificanti in merito.

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  • Giovedì, 02 Marzo 2017 14:45
    inviato da Giulia Mancini - Dealalala
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    Giulia Mancini - Dealalala

    Vi contatto per sapere se eravate interessati ad acquisire nuovi clienti, tramite promozioni e annunci, senza pagare commissioni.
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    Prophets Word (la risposta): Non è nei nostri propositi contattare persone disinteressate; è corretto dubitare quando si diffondono nuove idee. A giorni, una dimostrazione.

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