La libertà dei popoli

Lunedì, 25 Luglio 2016 19:38 Scritto da

I popoli non saranno mai liberi se non si libereranno dei dominanti, le masse secondo i dominanti, dovranno essere educate, ma non troppo, per rispondere soltanto agli interessi di consapevolezza dello Stato nazione.

La controrivoluzione che è sempre stata tra i popoli disprezza la coscienza delle masse, specialmente di quelle che aspirano maggiormente alla libertà, alla felicità.

Al giorno d’oggi la grande terra d’Africa, ma prima, non molto lontano dal mondo d’oggi: il Vietnam, la Cambogia, il mondo Ebraico, i massacri di Beirut e non solo; la questione Persiana, il mondo Arabo, la Giordania e la Palestina… e quanti altri popoli non citati. Sono talmente tanti i popoli della terra alla ricerca della libertà dalle Classi Curiali clientelari.

Statuali (militari) classi dominanti e falsi compromessi storici (altri tipi di catene moderne); ma è la gente e i popoli di tutta la terra che deve cambiare forma pensiero, allora nascerà una nuova forma di guerriero, senza divisa, senza gradi, (perché secondo la guerriglia Divina) ognuno deve diventare capo della situazione, perché il capo deve rispondere del suo operato specialmente davanti a sé stesso e all’assemblea del popolo proletario, perché egli serve la classe storicamente soggetta e non risponde agli interessi di una classe conservatrice dittatoriale, l’organizzazione guerrigliera non fa distinzione tra uomo e donna, fa collaborare l’uomo con la donna.

Nel guerrigliero rivive la forza e la coscienza del giovane Davide il quale armato di coscienza e di naturale forza abbatte senza “spada”, né scudo, né lancia, né corazza, l’arroganza armata della forza organizzata di Golia.

Nascondendosi sotto il comodo e perfido segreto di stato, sotto l'astuta “ragione di Stato” le classi al potere possono soggiogare e perpetrare così ogni piano di sopruso, di violenze sulle popolazioni inerme e resa ignorante, senza che nessuno intervenga.

Un simile esercito di Stato, può essere manipolato dall’alto dai cervelli dei popoli sottomessi che sono sacrificati per il potere, e sono posti nella condizione di non pensare, perché devono provvedere alla sopravvivenza.

Letto: 2595 volte Ultima modifica il Mercoledì, 07 Settembre 2016 19:49

La Realtà Nomade Animista -  Le Originarie Comunità Comuniste

Parliamo della realtà nomade animista nei suoi miti: essa nella sua storia vive nel Periodo delle Origini, quando non esistevano in tutta la Terra né lo Stato né la Proprietà di Classe, mentre riluceva in tutto il suo splendore di vita la Legge della Vita, il Verbo, espressione dell'Interesse del più Debole, espressione di razionalità, di novità, di vera mondiale paternità spirituale.

Solo quando ci si incammina sulla via "degli ultimi che sono i primi e dei primi che sono gli ultimi" (affinché non vi sia né primo, né ultimo; coincidenza e superamento dei contrari), solo allora si può diventare uomini d'amore universale, uomini che amano tanto l'amico e aiutano e amano lo stesso nemico che sente il bisogno dell'umanizzazione; uomini che, come il sole, mandano luce e vita e calore non solo all'amico, ma anche ai segreti bisogni di libertà del nemico.

Si pensi al modo con cui fu fatta l'Italia e si rifletti sul modo in cui si sta facendo l'Europa.

In Europa si è unificata la moneta in euro per tutti i popoli - e in Italia la lingua.

Ma è stata veramente una bella cosa o sono state tralasciate molte verità e libertà? L'Italia così come sei veramente nata, così come ti ha voluto lo Stato della classe dominante, qual è la tua nascosta storia?

Qual è la tua origine inconfessata?

La Politica e la Religione dovrebbero essere semplici non intendo dire che siano facili, intendo dire che non sono complicate, la vita non è complicata, l'esistenza non è complessa, tutte le complicazioni vengono dalla mente che vuole sempre, se lasciata a sé stante prevaricare gli altri.

I politici, i filosofi trovano molto difficile, quasi impossibile diventare umanisti (ossia: amare gli esseri umani) più sì è intelligenti, intellettuali maggiore è la difficoltà, ma la difficoltà viene da noi; noi la produciamo attraverso il potere, il denaro, ma la complessità non può incontrare la semplicità, l'amore.

Sappiamo quanto le parole siano importanti, nel nome sacro, nel suono primordiale si nasconderebbe la potenza dell'essere e la sua possibile creazione.

Ciò significa che esisterebbero parole che creano, esisterebbero in date condizioni immagini sonore che creano.

Mi si concede allora di evocare la parola Pace, nella lingua considerata sacra: Shalom, pace, deriva dal verbo, Shalem che può essere tradotto con "Essere Completo".

Pace evoca unità nella completezza, ossia Unione d'Amore, cioè la totalità senza confini, evoca il Tempo del Compimento dell'Opera che è tempo di allegrezza e di estasi.

Pace evoca la visione animica della totalità del mondo con l'unità della vita tutta. Il verbo: Shalem, comune con un'altra lingua sacra, quella coranica, evoca la forza e la legge del cerchio, fonte di ogni forma, dove non vi è chi vale di più o chi vale meno, chi ha di più e chi ha di meno; nel cerchio non vi sono posti di preminenza e posti di minore valore, questo vale anche nel concetto di pace.

La Presa di Coscienza che siamo educati ad accettare il dolore - L'amore per la paura.

Il rapporto "ricco - povero"; "servo - padrone" divide tutti, divide soprattutto le coscienze di coloro che hanno interesse alla distruzione di quel rapporto.

La saggezza profetica Biblica esprime bene questa situazione: "In uno Stato di oppressione anche un saggio diviene stolto" (Ecclesiaste 6-7) è soprattutto la paura che piega anche le coscienze più forti...

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