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Nella vita degli uomini, come in quella dei libri, in particolare di quei trattati che parlano della vita come questo, per pura ipotesi, magari ispirati, l’ultimo atto è quello che vale e l’ultima frase è quella che conta. Se qualche articoli ha saputo, seppure in modo marginale, parlare o ispirare qualche lettore, in queste righe vorrei aggiungere: “Nello scrivere questo, ho ascoltato il mio cuore, che forse a sua volta ha sentito il richiamo del nostro tempo inquieto! E dopo esserci imposti nello scrivere un continuo controllo per poter dare risalto alla sostanza e al contenuto, vorrei in queste righe lasciare parlare il cuore sull'importanza della "parola" e del "tempo" per il profetismo moderno.
La Politica e la Religione dovrebbero essere semplici non intendo dire che siano facili, intendo dire che non sono complicate, la vita non è complicata, l'esistenza non è complessa, tutte le complicazioni vengono dalla mente che vuole sempre, se lasciata a sé stante prevaricare gli altri.
I politici, i filosofi trovano molto difficile, quasi impossibile diventare umanisti (ossia: amare gli esseri umani) più sì è intelligenti, intellettuali maggiore è la difficoltà, ma la difficoltà viene da noi; noi la produciamo attraverso il potere, il denaro, ma la complessità non può incontrare la semplicità, l'amore.
Siamo nell'era tecnologica, ma come tutte le situazioni ci sono tre lati. A detrimento della personalità di ognuno di noi, la nostra società tecnologica crea l'ingegnosa mostruosità del gruppo, questo il suo lato negativo da tenere sotto controllo, crea della gerarchia sociale "servo - padrone"; mentre al modo di vivere della società socialiste - animiste - nomade poco interessa la produzione accumulatrice del gruppo, piuttosto interessa la creatività magico - artistica - sognatrice - creativa di tutti gli appartenenti al gruppo.
Il modo da vivere animista - nomade impara dagli uccelli del cielo e dai gigli dei campi, usa la tecnologia per lavorare.
Sappiamo quanto le parole siano importanti, nel nome sacro, nel suono primordiale si nasconderebbe la potenza dell'essere e la sua possibile creazione.
Ciò significa che esisterebbero parole che creano, esisterebbero in date condizioni immagini sonore che creano.
Mi si concede allora di evocare la parola Pace, nella lingua considerata sacra: Shalom, pace, deriva dal verbo, Shalem che può essere tradotto con "Essere Completo".
Pace evoca unità nella completezza, ossia Unione d'Amore, cioè la totalità senza confini, evoca il Tempo del Compimento dell'Opera che è tempo di allegrezza e di estasi.
Pace evoca la visione animica della totalità del mondo con l'unità della vita tutta. Il verbo: Shalem, comune con un'altra lingua sacra, quella coranica, evoca la forza e la legge del cerchio, fonte di ogni forma, dove non vi è chi vale di più o chi vale meno, chi ha di più e chi ha di meno; nel cerchio non vi sono posti di preminenza e posti di minore valore, questo vale anche nel concetto di pace.
Suonano potenti le parole di Isaia.
Ascoltiamole, esse rivelano la natura del Profetismo: "Il vero culto a Dio è spezzare il giogo posto sul collo degli oppressi e dare libertà agli schiavi, dividere il pane con il povero, alloggiare l'infelice senza casa e pronto per il prossimo... La tua giustizia ti procederà e la forza dell'Eterno sarà la tua retroguardia... Se lotti per la libertà, se sradichi ogni tipo di sfruttamento e ti togli dal pensiero invidioso ed il parlare maligno e il gesto minaccioso, arrogante. Se l'anima tua va incontro ai bisogni del debole e sazi l'anima afflitta, la tua luce si leverà nelle tenebre... E sarete chiamati guaritori, riscopritori di sentimenti per rendere gli esseri felici..." Bibbia; Profeta Isaia: 58.
Amici del "profetismo moderno" lasciamoci prendere dal cantico di Isaia, entriamo nella sua realtà evocativa e riconosciamo la giustizia, il potente augurio di libertà.
Sappiamo comunque che nella realtà della terra, l'ingiustizia prevale ed il giusto viene il più delle volte: ucciso, perseguitato, ingannato.
Avviene tutto il contrario: il giusto, colui che si comporta con libertà e conoscenza, viene crocifisso.
Quanti giusti ancora dovranno passare sulla croce, prima di risorgere nella gloria della loro Luce?
Ma noi sappiamo che la visione di Isaia risponde ad un bisogno di giustizia, risponde ad un bisogno di verità; le parole di Isaia sono vere, animicamente parlando.
Ma noi sappiamo che il comportamento giusto, di cui parla Isaia, riceverà la sua ricompensa in maniera incommensurabile.
Ma noi siamo chiamati a far sì che le parole di Isaia sempre si realizzano, in ogni dove.
Siamo chiamati ad essere nel contempo il "Giusto e l'Eterno".
Ma come possiamo far avvenire ciò se siamo così impotenti, e siamo così contraddittori e fragili nelle nostre insignificanti azioni?
Innanzi tutto dobbiamo fare nostra la visione del Profeta, nostra con tutta la nostra mente e con tutto il nostro corpo.
Questa visione opererà in noi trasformandoci da semplici sudditi, in autentici sovrani, in autentici "Cavalieri della Tavola Rotonda".
Sappiamo che "Nessuno può vedere il Regno di Dio se non nasce di nuovo" (Evangelo).
E quel nascere di nuovo passa attraverso l'inevitabile morte: "Passione-Morte, Rinascita-Resurrezione"; ma un conto è arrivare all'Ade, alla Morte (reale o simbolica), preparati da una potente iniziazione, protetti da una potente visione, e un conto arrivarci preparati dalla grettezza di una piccola visione, dalla grettezza-proprietà di una realtà "Servo-Padrone".
Noi dobbiamo di conseguenza operare e sognare affinché i Giusti che, per amor di Giustizia, sono stati umiliati e massacrati, abbiano la loro resurrezione dovunque, in noi e fuori di noi, affinché il "sacrificio di Abele", il giusto, si trasformi nella "resurrezione di Abele".
Il cantico di Isaia non si deve trasformare in frustrazione, in beffa, in illusione, in dissociazione, in un "mai che non sarà", ma in "un mai che diventa oggi".
Ed è per questo che andiamo a ricercare la verità... dovunque si trovi.
La Presa di Coscienza che siamo educati ad accettare il dolore - L'amore per la paura.
Il rapporto "ricco - povero"; "servo - padrone" divide tutti, divide soprattutto le coscienze di coloro che hanno interesse alla distruzione di quel rapporto.
La saggezza profetica Biblica esprime bene questa situazione: "In uno Stato di oppressione anche un saggio diviene stolto" (Ecclesiaste 6-7) è soprattutto la paura che piega anche le coscienze più forti...
Il Profetismo Moderno si svolge sulla rete, attraverso la rete si fa un ponte come dice il profeta moderno: Papa Francesco, il pontefice della religione Cattolica.
Egli afferma una grande verità: “Siamo in guerra, ma non è guerra di religione”;
io affermo: “In una società in cui la guerra non fa guadagnare niente a nessuno, in cui ogni individuo e ogni classe o strato sociale ci rimettono solamente, non nasce nessuna guerra”.
Facciamo dunque del Profetismo Moderno per sconfiggere, con parole chiare, ma di pace, chi fa guerra istigando persone scontente, senza valori veri; il primo è il rispetto per la vita, rispetto per le ideologie altrui, rispetto per il territorio, rispetto per la proprietà altrui.
Sappiamo che le parole, forse non tutte, hanno un potere, proprio per questo si devono dire parole sì azzardate, ma calibrate, significative. Ogni parola dunque ha un potere quindi vi espongo “l’etica del potere” proprio per chi userà parole per comunicare ai popoli, oggi i popoli della rete.
Ho già parlato dei mali del potere, ma ci si può dal potere attingere un po’ di bene, vediamo come?
Asceticamente con una esortazione: rinunciare ad esercitare un influsso (un’energia) sia benefico che malefico sui propri simili, usare la via di mezzo, considerare questa via: cercare la vita migliore, il lavoro migliore, il mondo migliore per l’individuo.
Osserva: il farmaco è il rimedio alla malattia, per abbattere la malattia, il grido è l’effetto dello spavento; così il Profeta Moderno è l’effetto della radicata ingiustizia.
Senza le ingiustizie il Profetismo che vi trasmetto rimarrebbe solo il Poeta, il Sacerdote -
"all'uomo divino che crea bellezza, che danza nella sua ineffabile bellezza, e non farebbe posto all'uomo divino che cura i residui feriti della bellezza".
Se vuoi trovare la tua via, dovrai prima sapere qual è il senso della vita e capire come questo si può realizzare.
Principalmente sono tre le forme di realizzazione umana: quella dell’occupazione, quella sociale e quella sessuale.
Tralascio la prima e l'ultima per analizzare con voi il problema esistenziale attraverso la socializzazione; ogni singolo essere umano rivela in modo infallibile qual è il proprio senso della vita.
Se vi guardate dentro comprenderete che una buona soluzione dei problemi della vita è quello di aprire sempre la porta agli altri e nel termine “altri” ci siamo anche noi.
Mi domanderete: “Qual è la tua realtà sul senso della vita?”
Non vi risponderò in modo retorico, al contrario vi rivelerò una tecnica che non sarà intellettuale e neppure filosofica, non ci occupiamo di problemi e di indagini intellettuali, non mi occupo del perché delle cose: mi occupo come, non di cosa sia la verità per la realizzazione della vita, ma di come possa essere raggiunta e realizzata.
Ci sono uomini che hanno capito questo, i quali sapevano il senso della vita, ed è quello di interessarsi all'umanità cercando di sviluppare impegni sociali.